Cosa vi ho nascosto:

L’archivio del tag «scienza»

Le notizie della scienza

Il britannico Ryan Scoats si è dottorato alla Birmingham City University con una tesi dedicata al sesso a tre. Lo comunica Broadly.
Sapevo di aver sprecato in maniera ingloriosa gli anni migliori della mia vita!


Il sapere libero online

Molti di noi conoscono, apprezzano e utilizzano il mitico sito sci-hub.ac
Ma siccome la libera diffusione del sapere sull’internet è spesso ostacolata dalle persone che mentalmente vivono ancora nel Medioevo, conviene conoscere anche alcuni siti alternativi. Secondo me in casi di emergenza potrebbero esservi utili questi link:
1. Unpaywall è una estensione per i browser Chrome e Firefox che cerca in automatico i testi completi degli articoli scientifici. Visitando la pagina di una pubblicazione, a destra vedrete l’immagine di un lucchetto. Se il lucchetto è di colore verde e «aperto», è sufficiente cliccarci sopra: verrete reindirizzati alla pagina con il testo dell’articolo completo in PDF. Ecco il sito della estensione.
2. Scholar Google è uno strumento specifico dedicato alla ricerca dei testi scientifici legalmente dotati dell’accesso libero. Inserite i titoli che vi interessano e provate.
3. OpenAccessButton è un sito che sembra un mix delle prime due opzioni.
4. ArXiv.org è un sito sul quale i matematici e i fisici pubblicano i preprint [non so se esiste un nome italiano oltre al «manoscritto»] dei propri articoli: in sostanza sono le versioni dei loro testi preparati per la pubblicazione ma non ancora revisionati dalle redazioni interessate.
5. BioRxiv.org è un sito della stessa tipologia del precedente, ma dedicato alla biologia e altre scienze naturali.
6. A tutti coloro che cercano, per qualche motivo, dei testi scientifici in russo, poso consigliare il sito della Biblioteca di Stato russa: si trovano non solo gli articoli, ma pure le monografie e le tesi di dottorato.
7. Infine, vi ricordo gli indirizzi di alcuni database specializzati:
1) Jstor – argomenti vari;
2) Psyjournals – le riviste di psicologia;
3) ERIC – le pubblicazioni di psicologia di tutto il mondo;
4) PubMed – medicina e biologia, spesso si trovano i testi completi ad accesso libero;
5) MedLine – medicina;
6) SciFinder – chimica.


Sacro fuoco

Come probabilmente alcuni di voi sanno, quest’anno la Pasqua cattolica coincide con quella ortodossa.

Come probabilmente alcuni di voi sanno, la Pasqua 2017 è oggi, il 16 aprile.

Per fare gli auguri a tutti coloro che la festeggiano, ho deciso di pubblicare un breve video di divulgazione scientifica. Il trucco illustrato in esso potrebbe essere interessante anche agli atei e agli agnostici. Infatti, lo stesso trucco si usa anche in Grecia poco prima delle Olimpiadi.

Come probabilmente alcuni di voi sanno, il sabato prima di ogni Pasqua a Gerusalemme avviene un «miracolo»: il Sacro Fuoco si accende «da solo». Ancora meno persone sanno, però, che si tratta di una semplice reazione chimica di solfuro di carbonio e fosforo bianco.

I sacerdoti cristiani non sono però gli unici a imbrogliare il proprio gregge. Lo fanno anche i sacerdoti delle Olimpiadi che accendono il fuoco olimpico allo stesso modo.

Il fatto che alcuni di questi «giovani chimici» a volte sbagliano la quantità o la qualità degli ingridienti o le condizioni dell’ambiente, non fa certo venire meno il senso di quanto appena dimostrato. In un mondo di ignoranti la scienza si trasforma nella magia.


121 Robin

121 vincitori del Premio Nobel (ovviamente quelli seri: medicina, biologia, fisica, chimica etc) hanno firmato una lettera indirizzata al Greenpeace, ONU e Governi di tutto il mondo, nella quale chiedono di interrompre la lotta contro gli OGM.

La divulgazione scientifica ha fatto dei notevoli progressi negli ultimi decenni. Ma la lettera degli scienziati, purtroppo, è indirizzata proprio a quelle organizzazioni che spesso giocano sulla ignoranza delle persone per difendere gli interessi degli attori già affermati sul mercato. Quegli attori che alimentano delle paure primiteve della gente ignorante in biologia e chimica per non investire nella modrnizzazione del proprio business già redditizio.

La lotta degli scienziati contro i populisti e i loro elettori dovrebbe rivelarsi uno spettacolo piuttosto triste…


Missione compiuta

Oggi è finita la missione di Rosetta, la quale resta per sempre con il suo cometa ma non con noi. Quindi ora dorei (e vorrei tanto avere la certezza di poter scrivere dovremmo) trovare un altro pretesto per leggere dello Spazio con una buona periodicità. Perché la nostra storia è lì.

L’ultima foto, scattata a 51 metri dalla cometa 67P/Churyumov—Gerasimenko è questa:

Molto probabilmente, la prossima foto del corpo in questione scattata da una distanza simile sarà accompagnata da un testo più o meno di questo tipo: «Gli archeologi hanno trovato un attrezzo dell’uomo primitivo». Ma solo se la Rosetta verrà inquadrata.


Brexit accademico

Era troppo prevedibile: gli studenti universitari hanno già iniziato a chiedere di poter scrivere la tesi di laurea sugli effetti del Brexit. Non ridevo tanto dalla primavera del 2006, quando un mio conoscente (ora assessore milanese di fatto al secondo mandato) scrisse la tesi sulla «rivoluzione arancione» ucraina basandosi su una buona quantità di libri belli voluminosi.

Ma che cazzo di tesi volete fare se non si sa ancora se, quando, come e per quanto tempo avverrà il vero Brexit? E, soprattutto, quali effetti volete analizzare se:

a) alla vera uscita della Gran Bretagna dall’UE mancano minimo due anni;

b) la Gran Bretagna è stata un membro dell’UE a regime molto ridotto; e

c) dato che dovrà necessariamente trattarsi delle vostre fantasie, perché avete aspettato proprio questo momento storico per scegliere un argomento del genere?

Ricordatevi che la maggior parte degli effetti a cui assistiamo in questi giorni sono più di carattere politico ed economico. Consiglierei di aspettare la riscrittura dei 177 accordi commerciali tra la Gran Bretagna e l’UE: il vero show giuridico e diplomatico sarà proprio lì. Sarà, secondo le mie previsioni, una delle migliori illustrazioni della frase più citata de «Il Gattopardo».

P.S.: a settembre spero di sapere la quantità precisa dei progetti di ricerca in materia del brexit presentati per le scuole di dottorato.


La smentita di una religione

Come sicuramente sapete, nel mondo è diffusa una grave malattia mentale: essa consiste nella convinzione che i prodotti alimentari geniticamente motificati siano dannosi per la salute. Alcune delle persone contaggiate si vergognano di ammetterlo e dicono che «gli effetti degli OGM non si conoscono». In realtà tutte le persone affette di questa malattia dovrebbero vergognarsi di un’altra cosa: di non avere studiato un tubo a scuola. Quei miei lettori che hanno almeno un vago ricordo del programma scolastico di biologia, potrebbero provare a fare il seguente semplice ragionamento logico.

Immaginate due anatre selvatiche nate e cresciute in mezzo alla natura intoccata dall’uomo. Una volta diventate adulte, si conobbero, si innamorarono e si accopiarono. Tutto ciò portò alla nascita di alcuni anatroccoli, non importa se belli o brutti. In ogni caso, essi sono dei prodotti geniticamente modificati in quanto provvengono dal mescolamento dei geni appartententi ai loro genitori. Poi, uno di questi anatroccoli, un bel giorno, viene catturato e mangiato da un homo sapiens. Secondo la credenza delle persone spaventate dagli OGM, il mangiatore dell’anatroccolo dovrebbe morire? Oppure mutare in una anatra e correre verso il lago più vicino?

So che è inutile tentare a convincere una persona mentalmente malata della infondatezza delle sue manie. Quindi mi rivolgo alle persone sane. Il 17 maggio, finalmente, è stata pubblicata la più grande ricerca scientifica che conferma la sicurezza degli OGM (si scarica gratuitamente).

Su un apposito sito web sono stati raccolti tutti i documenti di accompagnamento.


Humor inglese online

Il bellissimo e utilissimo sito Sci-Hub (che ovviamente nessuno di noi si permette di utilizzare), si è poco fa trasferito dal dominio «.io» al dominio «.ac». Per pura curiosità sono andato a vedere di chi fosse quest’ultimo dominio.

Ora devo riconoscere che ai gestori di Sci-Hub non manca l’umorismo: pur essendo assegnato all’Isola dell’Ascensione, il dominio «.ac» viene spesso utilizzato come acronimo della parola «academic». Una buona parte degli accademici di tutto il mondo dovrà sentirsi particolarmente beffata.


30 anni di Chernobyl

Come sapranno bene i miei lettori attenti, il 26 aprile si celebra la giornata internazionale dell’ignorante impaurito. Avrebbe potuto rimanere solo una giornata di commemorazione (non importa se internazionale o no). Avrebbe potuto essere pure una giornata di divulgazione scientifica in materia di fisica nucleare (meglio se a livello internazionale). Ma l’incidente della centrale di Chernobyl rimane una delle pseudo-motivazioni degli sostenitori delle mitiche fonti rinnovabili.

Di conseguenza, le speranze per il miglioramento della salute mentale della popolazione mondiale dipendono dalle persone che…
a) ci capiscono qualcosa della energia nucleare;
b) hanno la capacità e la voglia di scriverne.

Non posso, purtroppo, sostenere di essere un genio di fisica (anche se a scuola fu una delle mie materie preferite), ma tento comunque di dare un piccolo contributo.

Oggi, 30 anni dopo Chernobyl, le probabilità di una catastrofe analoga sono prossime allo zero per tre motivi:

1) I reattori moderni sono dotati dei sistemi «foolproof» e «geniusproof»: gli impianti elettronici sono quindi creati apposta per non permettere di fare stronzate o eseguire degli esperimenti azzardati;
2) Se gli impianti di cui sopra vengono comunque in qualche modo ingannati da una persona troppo determinata nel volere «giocare con gli atomi», i suoi tentativi verranno bloccati dal centro di controllo centrale (a livello nazionale).

3) Qualora fosse ingannato pure l’organo operativo centrale, l’incidente non avrà degli effetti al di fuori dalla cupola che isola il reattore dall’ambiente circostante. La cupola contenente il reattore danneggiato viene semplicemente sigillata in senso tecnico e giuridico.

4) Avrei potuto consigliarvi quanto scrive Eugene Kaspersky in materia della sicurezza informatica delle centrali nucleari ma, purtroppo, lo fa in russo. Comunque, non preoccupatevi: esistono già dei bei prodotti anche per questi tipi di clienti.

A qualcuno verrebbe da chiedere: perché tutte queste cose non sono state pensate, progettate e create prima dell’incidente di Chernobyl? Oppure: perché non si è aspettato la possibilità di utilizzare l’energia termonucleare? La risposta è una: perché il progresso è un processo sequenziale. Nemmeno lo scienziato o l’ingegnere più geniale non può prevedere proprio tutto. E, se non ci fossero degli errori, non ci sarebbe nemmeno il bisogno di continuare a cercare e trascinare in avanti il progresso scientifico.

Per lo stesso motivo i motociclisti porterebbero sin da subito i caschi metallici, i piloti non resterebbero soli nelle cabine di pilotaggio e gli uomini metterebbero i prodotti di gomma non solo sulle ruote delle auto.

Detto tutto questo, metto quello che forse molti di voi si aspettavano di vedere in questo post: alcune foto della città di Pripyat (a circa 3 km da Chernobyl).

Tutte le foto sono di Dmitry Chernyshev.


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I polmoni del ca…

In quale mente malata (e ignorante) è nata l’idea di definire le foreste «i polmoni della Terra»?

Se non sapete ancora che i polmoni servono per il consumo dell’ossigeno, prendete un libro di biologia e leggetevi il relativo capitolo. Una volta fatto ciò, aprite il capitolo sulla fotosintesi e scoprite che le foreste di giorno producono l’ossigeno, mentre di notte producono l’anidride carbonica.

Quindi per chiamare le foreste «i polmoni della Terra» ci vuole una grande fantasia.

Non siate fantasiosi fino al punto di apparire ignoranti.