Cosa vi ho nascosto:

L’archivio del tag «smartphone»

Raggiungere la sicurezza

Possiamo imparare molto dai metodi di Donald Trump di tutelare la «sicurezza nazionale». Leggiamo, per esempio, l’interessantissimo articolo «Trump’s latest explanation for the Huawei ban is unacceptably bad» e prestiamo l’attenzione alla seguente citazione:

TRUMP: Huawei is something that’s very dangerous. You look at what they’ve done from a security standpoint, from a military standpoint, it’s very dangerous. So it’s possible that Huawei even would be included in some kind of a trade deal. If we made a deal, I could imagine Huawei being possibly included in some form, some part of a trade deal.
REPORTER: How would that look?
TRUMP: It would look very good for us.
REPORTER: But the Huawei part, how would you design that.
TRUMP: Oh it’s too early to say. We’re just very concerned about Huawei from a security standpoint.

Tenuto conto anche degli avvenimenti precedenti, possiamo osservare che secondo Trump l’azienda Huawei è pericolosissima per gli Stati Uniti, è il nemico numero uno. Ha vilato l’embargo dell’Iran, spia gli americani a favore della Cina, risponde direttamente al Governo e i servizi segreti cinesi etc etc. Quindi il mostro va fermato.
Subito dopo, però, Trump afferma che può cancellare la Huawei dalla lista nera qualora dovesse andare a buon fine la trattativa sugli accordi commerciali con la Cina. Gli accordi commerciali favorevoli agli USA farebbero automaticamente diventare la Huawei non pericolosa per gli americani…
Almeno c’è da riconoscere che è un tipo stupidamente onesto: non nasconde che le sanzioni contro la Huawei sono solo uno strumento diplomatico e non una conseguenza della preoccupazione maniacale per la sicurezza.

P.S.: nei giorni scorsi avete sicuramente letto o sentito che in seguito alle sanzioni americane la Huawei dovrebbe perdere l’accesso — tra le altre cose — alla licenza dell’Android e di altri strumenti della Google. Ebbene, dovrei tranquillizzare i possessori dei telefoni Huawei: i vostri apparecchi non smetteranno di funzionare ma, al massimo, avranno dei problemi con gli aggiornamenti. Alle persone che stanno invece pensando di comprare un nuovo smartphone in questo periodo, consiglierei di optare verso altre marche.
P.P.S.: da quello che vedo, il mercato degli smartphone contemporaneo è diviso in due fronti: gli iPhone da una parte e qualche migliaio di telefoni quasi identici tra loro dall’altra. Quindi la scelta mi sembra scontata.


Come cadono gli imperi

Ho scoperto un interessante progetto che permette di vedere, su un grafico dinamico, il mutamento della spartizione del mercato dei telefoni mobili dal 1992 al 2017. Senza vederlo non è sempre facile rendersi conto della velocità dei cambiamenti. Appena dieci anni fa c’erano il predominio assoluto della Nokia e della Motorola e l’assenza di fatto della Samsung. Inoltre, la Nokia è passata dall’essere un gigante all’essere un nulla in appena due anni.


Qualche anno fa un mio amico russo aveva lanciato un appello su facebook, chiedendo se qualcuno avesse ancora delle foto (o video) scattate nelle aule universitarie nei primi 2000. Incredibilmente, si è dimenticato quanto erano rari (e scarsi) i telefoni dotati delle fotocamere in quegli anni.


La sveglia aumentata

Alcuni giorni fa ho letto di una nuova interessante app gratuita disponibile per iOS e Android. Si chiama Odd Alarm ed è una sveglia che utilizza dei rumori realistici al posto delle solite melodie tipiche alle sveglie da telefono. Infatti, il cervello umano può abituarsi alle melodie, ma difficilmente si abitua ai rumori fastidiosi.

Sono disponibili 20 rumori diversi (solo i primi 3 dei quali sono gratuiti) indubbiamente efficienti, ma quelli migliori stranamente mancano del tutto. Dove sono il trapano, l’aspirapolvere, il tagliaerba e il flauto della bocciata cronica che la mattina della domenica ci fanno ricordare la puttana anonima e tutti i suoi figli la Madonna?

A proposito della Madonna: si potrebbe aggiungere pure le campane delle chiese italiane.
Ma l’app rimane comunque un prodotto interessante e utile.


Il controllo delle pile

Tutti i telecomandi hanno un trasmettitore a infrarossi. Su molti modelli dei telecomandi tale trasmettitore è coperto dalla plastica nera e, di conseguenza, la sua «lampadina» non si vede nemmeno.
Se il vostro telecomando non funziona come dovrebbe e volete capire se sia la colpa delle pile scariche o di un guasto, fate una cosa semplice. Prendete il vostro smartphone, aprite la fotocamera, puntate il telecomando verso l’obiettivo e schiacciate qualsiasi tasto. Se, a questo punto, sullo schermo dello smartphone si vede la luce (per esempio, bianca o azzurra) di una lampadina, sappiate che le pile del telecomando hanno ancora la carica. Se invece la luce della lampadina non si vede, le pile sono scariche.

La spiegazione del fenomeno è semplice. Gli smartphone vedono le onde infrarosse, mentre i nostri occhi no.


Le rubriche incomplete

Nel corso della vita tutti noi (o quasi tutti) ci accorgiamo della mancanza di un campo importantissimo nelle nostre rubriche dei contatti. È un campo tristissimo, ma la sua necessità pratica è solo una questione di tempo, una cosa inevitabile.
Probabilmente, alcuni di voi lo hanno già capito: manca il campo «data della morte». Purtroppo, a me manca sempre più spesso sulle agende cartacee e sul telefono. Di conseguenza, ho iniziato a cercare un rimedio…

Per «fortuna», però, ho scoperto una soluzione esiste. Continuare la lettura di questo post »


Il duro processo logico

Dopo lunghi ragionamenti, studi, discussioni e ricerche alla Apple hanno probabilmente iniziato a sospettare che il calo delle vendite degli iPhone possa essere dovuto ai prezzi alti. I 1189 euro per uno smartphone, anche se dicono che è di una qualità realmente alta, sono un po’ tanti.
Alla Apple, però, non possono ammettere sin da subito di avere esagerato con il prezzo (i prezzi esagerati fanno parte della loro politica da oltre un decennio). Quindi hanno deciso di abbassare i prezzi solo «in alcuni Stati». E, finché il concetto di alcuni Stati non è diventato abbastanza ampio, riflettete sul principio secondo il quale sceglierete la prossima meta di un viaggio all’estero, ahahaha


Le sveglie funzionali

Tanti anni fa, quando ero più giovane, meno stupido, ma pigro come oggi, avevo inventato un trucco per costringere me stesso a obbedire al suono della sveglia. In sostanza, prendevo tre o quattro sveglie, le puntavo tutte alla stessa ora e le mettevo negli angoli diversi della stanza. La mattina seguente, essendo costretto a correre per tutta la stanza a spegnere le sveglie, mi svegliavo per forza.
Poco più di due anni fa al mio magico sistema si è aggiunto il mio primo smartphone: esso permette di impostare una infinità di sveglie in sequenza. Finendo presto vicino al letto, fa però sorgere il dubbio: perché dovrei svegliarmi presto?
Sarebbe dunque utile aggiungere alla sveglia dello smartphone la funzionalità del registratore vocale. Infatti, di mattina sarebbe efficiente sentire la propria voce gridare «Gufo! Svegliati che oggi ti devi vedere con un cliente!» Molto più efficiente di qualsiasi suono elettronico semplicemente fastidioso.


L’accesso remoto agli smartphone

Il programma TeamViewer che permette di accedere in remoto ai computer diversi da quello utilizzato in modo diretto esiste dal 2005. Il programma deve essere avviato su entrambi i computer per poter essere utilizzato e la sua versione per l’utilizzo personale è gratuita. Alcuni dei miei lettori probabilmente conoscevano già questo programma.
Io, nel frattempo, solamente l’altro ieri ho scoperto che il Team Viewer permette di accedere in remoto anche agli smartphone. Tale funzionalità può essere molto utile, per esempio, per aiutare i parenti o gli amici anziani a impostare i telefoni, per caricare dei file su uno smartphone, per utilizzare le applicazioni dello smartphone con la comodità offerta dallo schermo grande e dalla tastiera del computer (scrivere i testi sensati e lunghi sui social via telefono è una tortura).

È necessario installare sul proprio smartphone l’applicazione TeamViewer QuickSupport, mentre sul lato-computer è sufficiente avere il TeamViewer normale. Una volta stabilita la connessione tra i due apparecchi, sul computer viene visualizzato il pannello di controllo del telefono dove può essere visualizzata anche Continuare la lettura di questo post »


La resa

Come avrete probabilmente già letto, in un liceo di Piacenza è stato tecnicamente realizzato il blocco dei telefoni nelle ore di lezione.
Non so se tutti si sono resi conto della gravità del segnale. Non so se tutti hanno capito cosa nasconde questa disperata azione di forza. In sostanza, per la prima volta in Italia un intero corpo dei docenti ha ammesso pubblicamente di essere più noioso di un fottuto apparecchio elettronico. Ha ammesso di avere perso la concorrenza. Ha ammesso di non saper offrire ai propri studenti nulla di meglio, coinvolgente e interessante. Ha ammesso di essere professionalmente inadeguato.
Che tristezza…
Io, se fossi il genitore di uno dei ragazzi, avrei già provveduto di trasferire il proprio figlio in una scuola migliore. Ma per fortuna non ho più le preoccupazioni di questo genere.

Per la maggior parte degli anni nei quali è trascorsa la mia vita scolastica, il cellulare era uno dei simboli dell’imprenditore di successo. Di conseguenza, io e i miei compagni non avevano quel genere di distrazione. Durante le lezioni noiose ci scrivevamo dei bigliettini stupidi o giocavamo a scacchi sotto il banco. È questa la vita reale.


La Commissione europea ha multato Google per altri 4,34 miliardi di euro. Questa volta il pretesto sarebbe la «imposizione illegale» degli strumenti di ricerca della Google sui dispositivi con l’Android.
Potremmo ipotizzare due spiegazioni a tale idiozia. Per esempio, potremmo ipotizzare che la Commissione abbia deciso di non abbandonare la tecnica tipica del socialismo: derubare chi guadagna (Google) per finanziare la tranquilla nullafacenza di chi non è capace di farlo (i membri della Commissione).
Oppure potemmo ipotizzare che in forza alla età avanzata, analfabetismo digitale (spesso è la conseguenza dell’età) e/o limitate capacità cognitive, i membri della Commissione non sanno che su Android può essere installato qualsiasi strumento di ricerca alternativo a quello esistente per default. Inoltre, può essere installato sia dal produttore del telefono che dal suo utente privato. In forza ad almeno una delle ragioni elencate poco prima i Commissari non comprendono nemmeno la logica «nel sistema operativo di mia produzione includo lo strumento di ricerca di mia produzione».
Entrambe le ipotesi, naturalmente, vanno prima di tutto applicate alla commissaria per la concorrenza Margrethe Vestager. E spero che nessuno le racconti della esistenza degli iPhone!

A questo punto il CEO del Google Sundar Pichai dichiarò che l’Android potrebbe smettere di essere un sistema operativo gratuito. Di conseguenza, come potete facilmente immaginare, aumenteranno i prezzi finali di tutti gli smartphone con l’Android. Ringraziate pure la commissaria Margrethe Vestager. E ripensate ancora a quale delle due ipotesi scegliere.