Cosa vi ho nascosto:

L’archivio del tag «telefoni»

Il guadagno mancato

Dal 9 al 12 gennaio a Las Vegas si era svolta l’annuale fiera di elettronica CES. Tra i vari oggetti più o meno innovativi mostrati quest’anno, ce n’è uno veramente geniale: il tasto Home aggiuntivo per l’iPhone X. L’apparecchio non ha la funzione TouchID, mentre i «clic» singolo e doppio funzionano come su tutti gli altri iPhone dotati del tasto rotondo incorporato. Contiene, inoltre, i port per la carica e per le cuffie.

Io ne scrivo solo per un motivo: non ho capito perché tale invenzione non sia stata «inventata» e prodotta dalla Apple per essere venduta a 999,99 euro?


Gli iPhone rallentati

Probabilmente lo avete sentito o letto anche voi. La Apple ha finalmente ammesso ciò che gli utenti sospettavano da tempo: le nuove versioni dell’iOS rallentano intenzionanelmente le vecchie versioni degli iPhone. Tale tecnologia, in base alle dichiarazioni della Apple, si applicherebbe ai modelli iPhone 6, iPhone 6s, iPhone 7 e iPhone SE. L’obiettivo della pratica sarebbe quello di permettere alla batteria – che naturalmente si consuma col tempo – di vivere più a lungo.
Ovviamente, ognuno è libero a non crederci e, con un po’ di ragionevolezza, maledire le moderne spinte al consumismo. Nel consumismo, poi, cadono volentieri quasi tutti, compresi molti dei suoi critici. Per fortuna, però, i possessori degli iPhone hanno avuto abbastanza curiosità tecnologica per scoprire, per tentativi, l’antitodo alla suddetta pratica della Apple. In sostanza, se avete uno dei vecchi modelli dell’iPhone che è diventato troppo lento, cambiate la sua batteria. Dopo questo tipo di intervento funzionerà con i ritmi tipici della propria giovinezza.
Come avreste fatto senza questo post?

L’autorisposta: avreste comprato un iPhone nuovo.
Ahahahaha


Le mie scoperte tecnologiche

Come saprete, sugli iPhone e sugli iPad non si possono utilizzare le schede di memoria aggiuntive. Oggi ho scoperto che la SanDisk ha inventato la cosa più ovvia: le chiavette usb per i dispositivi mobili. Tali chiavette hanno due contatti: da un lato quello per il computer, dall’altro lato quello per il telefono o il tablet.
Con una chiavetta iXPAND rendere felicissimo un fanatico della Apple che vorrebbe portarsi tanti film nei viaggi.


Ovviamente SanDisk produce le chiavette anche per altre marche di telefoni/tablet.


Le piccole soddisfazioni

Non so se si sia corretto il bug di un iPhone ben specifico (il mio) o se sia io a essere l’unico che da importanza a certe cose… In ogni caso, ritengo necessario sottolineare che l’iOS 11 ha un enorme pregio: ora i promemoria non «si dimenticano» di apparire sullo schermo esattamente in quel orario per il quale sono state programmate.
La vita (almeno la mia) è dunque migliorata notevolmente.


Una delle caratteristiche più riconoscibili dell’iPhone X (presentato il 12 settembre 2017) è il pannello con i sensori che copre parzialmente la parte superiore dello schermo. Lo sviluppatore con il nick idoideas ha deciso di trasferire questa particolarità su Android almeno in un modo grafico.

L’app si chiama XOutOf10 e la sua funzionalità è, appunto, quella di disegnare quella striscia nera sopra la schermata.

La XOutOf10 è scaricabile da GitHubGooglePlay. Al primo avvio di essa è sufficiente selezionare il buttone «If itʼs your first run, permit drawing over apps» e autorizzare l’app a disegnare il pannello sopra le schermate di tutti gli altri programmi.
Vediamo se tra i miei lettori aumentano i possessori degli iPhone finti, ahahaha


Telefonia patriottica

Mi è già capitato di scrivere dell’abbigliamento patriotico con l’immagine di Putin.

La settimana scorsa, leggendo una ennesima notizia sulla proliferazione del culto della putinianità personalità di V.V.P., ho pensato che forse non dovrei limitarmi a raccontarvi delle magliette. Potrei raccontarvi di tutti i peggiori esempi che si manifestano nella quotidianità russa.

Dunque, oggi vi faccio vedere un esempio freschissimo. L’azienda Caviar ha progettato la cover per la rinata Nokia 3310 in oro e titanio (il bassorilievo ritraente Putin è realizzato in oro di alta qualità – 999):

L’azienda sta raccogliendo le prenotazioni per i telefoni con le cover da 139.000 rubli (circa 2183 euro) o 149.000 rubli (circa 2340 euro). Purtroppo non sono riuscito a capire la differenza tra i due «modelli» che determina a sua volta la differenza nel prezzo.

Sul sito ufficiale ho letto però, che l’azienda-produttrice è stata fondata da un certo Ilia Giacometti. Secondo una ricerca superficiale su Google, tale orefice italiano specializzato nel kitsch costoso è noto prevalentemente grazie alle sue avventure russe. Qualcuno di voi sa qualcosa di quest’uomo?


Un consiglio per i giovani detective

Sapete come si fa a riconoscere una persona che non viaggia o viaggia pochissimo?

Dovete osservare come detta o registra i numeri di telefono. Chi inizia a dettare/scrivere omettendo il +39 è, appunto, una persona che viaggia poco o per nulla.

Il vostro telefono, quando lo portate all’estero, tenterà di interpretare i numeri salvati senza i prefissi internazionali come dei numeri locali. E non so se vi conviene.

Grazie a me per questa dose di saggezza, ahahaha

P.S.: i prefissi internazionali sono elencati su questa pagina.

P.P.S.: i prefissi dei comuni italiani possono essere controllati su questa pagina. Invece su questa pagina i prefissisi trovano sotto forma di un elenco.


Tre mesi con l’iPhone

Esattamente tre mesi fa sono passato da un cellulare a uno smartphone. Esattamente tre mesi fa sono passato al mio primo smartphone. Il mio primo (e attuale) smartphone si chiama iPhone 5S.

La storia dei miei telefoni si trova sotto questo link. Oggi, invece, voglio provare a descrivere, essendo ancora libero dalle abitudini che quasi tutti i miei amici hanno accumulato negli ultimi 8–10 anni, i principali difetti degli smartphone.

Il difetto № 1. È scomodo scrivere. Si possono scrivere molte più cose, ma farlo è scomodissimo dal punto di vista fisico. Sul vecchio buono cellulare scrivere era molto più comodo. Spesso bisognava schiacciare più volte un tasto per arrivare alla lettera voluta, ma era praticamente impossibile sbagliare la lettera mettendo male il dito. Quindi sprecavo molto meno tempo a prendere la mira.

Il difetto № 2. Non si può far vedere il telefono agli altri. Attualmente c’è una infinità di modelli degli smartphone sul mercato, tre quarti dei miei amici e conoscenti hanno i telefoni diversi. Però nessuno si permette più di dire «Bello quel telefono, posso vederlo?» Dieci anni fa, all’epoca dei cellulari, quella domanda era però molto frequente. Il cambiamento nelle abitudini è dovuto al fatto che sugli smartphone c’è una infinità di dati personali. Quindi la gente deve trattenere la propria curiosità e scoprire personalmente le funzionalità dei nuovi modelli solo comprandoli. Non capisco perché, dopo dieci anni dalla esplosione del mercato degli smartphone, nessun produttore ci è arrivato a prevedere la possibilità di due profili-utente sui telefoni? Ci vorrebbe un profilo personale per il proprietario e uno pubblico per gli amici.

Il difetto № 3. Pure gli smartphone hanno la sim. In presenza delle tecnologie moderne, la sim è un oggetto totalmente inutile perché le tecnologie moderne permettono di programmare facilmente tutte le sue funzioni direttamente nell’apparechio. In una piccola parte è già successo (per esempio, la rubrica telefonica è diventata indipendente dall’apparecchio perché sta anche su cloud), ma il rettangolo di plastica e il relativo slot continuano a occupare spazio vitale nel telefono. Avrebbero potuto essere sostituiti da qualcosa che permetta, per esempio, di aumentare la memoria.

Il difetto № 4. Uno smartphone è troppo fragile. Stranamente, è praticamente l’unica differenza tra gli smartphone e i cellulari per la quale la gente è dispiaciuta. Però esiste anche essa. Quando di notte il mio iPhone si mette a suonare per uno dei numerosissimi possibili motivi, non posso più lanciarlo con serenità verso un punto indefinito della stanza buia. Anzi, posso farlo, ma solo una volta.

Ecco, i miei primi tre mesi di vita con uno smartphone in mano mi hanno portato a queste conclusioni. Suppongo che altri difetti minori siano legati ai singoli modelli o sistemi operativi.


Una foto per i nonni

Cari bambini, è arrivata l’ora di andare a dormire. Quindi lasciate pure il computer ai vostri nonni.

Ma se lo lasciate con il browser aperto su questa foto, sicuramente si commuovono e vi fanno giocare ancora per un po’.

Cari nonni, l’indirizzo di questo rivenditore ufficiale ve lo dico solo dopo la notifica del bonifico ricevuto.

Per ora mi limito a garantire che il negozio con questo adesivo esiste realmente: l’ho fotografato a dicembre 2016.

Ora provate a spiegare ai vostri nipoti il perché della vostra commozione.


L’evoluzione telefonica

Il mio primo telefono cellulare fu l’Ericsson T28. Lo comprai all’inizio di aprile 2002 e lo considero tuttora il mio telefono preferito: principalmente per la sua forma e il suono di chiusura dello sportello sui tasti. Purtroppo, a giugno dello stesso 2002 se ne impossessò uno sconosciuto non avvistato in tempo.

Il mio secondo telefono cellulare fu Continuare la lettura di questo post »