Cosa vi ho nascosto:

L’archivio del tag «treno»

I sistemi antifurto

Durante i miei ultimi viaggi italiani mi sono accorto dei grandi cambiamenti sui treni italiani.
Sui treni della società Trenord i martelli frangivetro sono oggi imballati nelle custodie di plastica quasi belle:

E sui treni della società Trenitalia i martelli sono coperti dai pezzi di plastica da due centesimi.

In entrambi i casi mi sono chiesto sulla utilità di un simile spreco della plastica. Si voleva forse proteggere i martelli dai furti (cioè dalla loro piaga principale)? Dalla ruggine? Dalle mani incontrollabili dei bambini?
Ma a me quei pezzi di plastica sembrano efficienti solo contro la polvere (e un po’ contro la disoccupazione).


L’accessibilità ferroviaria

Come sanno molti miei lettori, già da alcuni anni le stazioni ferroviarie italiane si stanno progressivamente attrezzando di ascensori che collegano i sottopassaggi alle banchine. Quei ascensori sono utili a molte categorie di passeggeri e hanno un aspetto estetico bello e moderno. È dunque veramente difficile esserne contrari.

Alla fine di dicembre, però, sono riuscito a trovare una eccezione all’ultima affermazione.
Si tratta della stazione ferroviaria di Arona (in provincia di Novara), dove su tutte le banchine storiche, accanto agli ascensori moderni, ho trovato delle strutture che sembrano degli ascensori d’epoca.

La stazione ferroviaria di Arona è stata attivata nel 1905 e gli ascensori (se sono effettivamente loro) sembrano appartenere alla stessa epoca. Le grosse sovrastrutture – sopra la tettoia della banchina – dovrebbero Continuare la lettura di questo post »


I biglietti misteriosi

Un bel giorno di alcuni anni fa mi presentai alla edicola della stazione Duomo della metropolitana milanese per comprare un biglietto cartaceo particolare (purtroppo non mi ricordo più bene quale). La signora sui cinquant’anni con la quale ebbi la fortuna di interagire a tal fine, reagì però in un modo abbastanza inusuale. Prese il mio vecchio biglietto cartaceo (portato in qualità di esempio), lo appoggiò sulla macchinetta per la ricarica degli abbonamenti elettronici e disse tutta stupita: «Mi dispiace, non riesco a ricaricarlo».
No, non stava scherzando. Il suo volto esprimeva una reale sensazione di sorpresa per il mancato compimento della missione. Così come non stava scherzando la mia faccia rispecchiante il pensiero «ma tu sei proprio fusa».
Mi sono ricordato di quel piccolo episodio pochi giorni fa, trovandomi improvvisamente di fronte a questa vecchia obliteratrice meccanica ferroviaria.

I ferrovieri sanno che è sempre incinta…


L’efficienza

Nel 1858 le ferrovie inglesi introdussero un metodo originale di risparmiare il tempo: per non fermarsi alle stazioni intermedie i treni espresso semplicemente «sganciavano» poco prima dell’arrivo le carrozze con i passeggeri diretti a quella stazione. La carrozza continuava il moto per inerzia e veniva fermata in corrispondenza della banchina con il freno avviato dal suo addetto.
Tale pratica venne mantenuta fino al 1960.


Offerta di lavoro

Sto progettando un delitto e mi serve un complice, possibilmente competente in materia. Di conseguenza, tento di selezionare tramite il presente post il professionista che serve a me.

Il candidato ideale deve avere le seguenti caratteristiche:

– età compresa tra 18 e ∞ anni;

– titolo di studio minimo: il diploma di asilo;

– esperienza nell’utilizzo delle biciclette da 1 giorno a ∞ anni;

– esperienza nelle fughe dai poliziotti comprovata dalla fedina penale.

Avranno la via preferenziale i candidati capaci di pedalare più velocemente di un treno «Freccia Rossa».

Contratto offerto: a progetto.

In cosa consiste il lavoro: rubare la bicicletta ferroviaria della foto seguente.

No perditempo denuncia!


La neve!

Quasi un mese fa abbiamo superato un altro inverno (ogni inverno, come ogni perodo di buio, prima o poi finisce). Salutiamolo con un bel video.

Questo video non è stato preso da un film. Non ci sono degli effetti speciali ma solo delle persone coraggiose con uno scarso istinto di autoconservazione. Molto spesso proprio grazie a queste persone anche noi scopriamo delle cose interessantissime.

Ah, è bello ricordare, dopo la visione di questo video, che in Italia un fiocco di neve caduto dal cielo è capace di far bloccare il traffico di mezzo Paese.


L’acqua per le locomotive

All’inizio del dicembre 2016 ero stato contattato da un ingegnere che mi aveva chiesto l’autorizzazione per una eventuale pubblicazione di due mie fotografie su una rivista specializzata. Aveva manifestato l’interesse, tra l’altro, per la foto della manichetta per l’acqua per le locomotive a vapore che io avevo pubblicato sul mio fotoracconto dedicato a Breno.

Naturalmente, avevo autorizzato la pubblicazione. Tutte le foto di cui sono autore possono essere pubblicate su carta o web se accompagnate dal mio nome e dal link al mio sito.

La rivista specializzata si chiama «Il mondo ferroviario», costa 7,50 euro e non so bene dove possa essere comprata (nelle edicole normali non l’ho mai vista). Di conseguenza, non so nemmeno se abbiano mai pubblicato le mie foto (non ho più avuto delle comunicazioni ufficiali). Se qualcuno di voi lo sa, mi faccia sapere!

In compenso, posso comunicare con tutto il mondo – e non solo quello ferroviario – attraverso il proprio blog. Esattamente con questo potentissimo mezzo di comunicazione vi informo oggi di un’altra grande notizia: ho trovato una manichetta per l’acqua per le locomotive molto più interessante di quella vista a Breno. Si trova a Casalmaggiore (in provincia di Cremona). Eccola:

Anzi, ce n’erano ben due, entrambe conservate benissimo. Avevano entrambe i lampioni e, in un caso, pure l’accesso al pozzo di servizio.

Pure la catena con il cui aiuto si girava la canna è al suo posto.
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Due settimane fa, il 5 ottobre, la ferrovia Transiberiana aveva compiuto 100 anni.

Oggi riprendo l’argomento per comunicarvi che esiste un percorso alternativo (e molto più estremo) per andare da Mosca a Vladivostok in treno. Ebbene, la distanza tra le due città è di 6430 km (in linea retta) ed è possibile percorrerla utilizzando esclusivamente i treni locali. Certo, ci vogliono tempo, coraggio, pazienza e forza fisica, ma il risultato potrebbe essere grandioso.

Infatti, anziché vedere la parte non esattamente più interessante della Russia dal finestrino del treno della Transiberiana, potreste fare una emersione totale nella etnografia russa. Quindi vedere un sacco di gente semplice che si sposta per i propri fatti quotidiani, studiare le piccole stazioni e le biglietterie, i percorsi da una stazione dall’altra nelle grandi città, gli alberghi e i dormitori etc. Secondo me potrebbe essere una bellissima avventura, ma da provare necessariamente in compagnia di una persona madrelingua (altrimenti nel migliore dei casi non riuscite a prendere nemmeno un quinto dei biglietti necessari).

Io, intanto, elenco le località/stazioni nelle quali dovrete cambiare il treno per raggiungere Vladivostok con i treni locali:

Mosca — Čerusti — Vekovka — Murom — Arzamas — Sergač — Kanaš — Kazan — Vjatskie Poljany — Iževsk — Sarapul — Černuška — Krasnoufimsk — Družinino — Ekaterinburg — Tjumen’ — Vagaj — Išim — Nazyvaevskaja — Omsk — Tatarskaja — Barabinsk — Novosibirsk — Bolotnaja — Taiga — Mariinsk — Bogotol — Černorečenskaja — Krasnojarsk — Ujar — Ilanskaja — Tajšet — Nižneudinsk — Tulun — Zima — Čeremchovo — Irkutsk — Sljudjanka — Mysovaja — Ulan-Udė — Petrovskij Zavod — Chilok — Mogzon — Čita — Karymskaja — Šilka — Černyševsk — Zilovo — Ksenievskaja — Mogoča — Amazar — Erofej Pavlovič — Uruša — Skovorodino — Taldan — Magadiči — Tygda — Šimanovskaja — Belogorsk — Bureja — Archara — Obluč’e — Birobidžan — Chabarovsk — Vjazemskaja — Bikin — Ružino — Ussurijsk — Vladivostok

In totale sono 69 località, compresi i punti di partenza e di arrivo.


100 anni di collegamento

Tutti coloro che oggi hanno utilizzato l’internet, si sono ovviamente accorti che Google ha deciso di festeggiare i 100 anni del completamento della ferrovia Transiberiana. Infatti, il 5 ottobre 1916 nelle vicinanze di Chabarovsk fu tecnicamente aperto il ponte ferroviario sul fiume Amur: l’ultimo tratto della ormai famosa ferrovia.

A cento anni dalla fine dei lavori la Transiberiana è ancora l’unica via di terra diretta che collega i due estremi (ovest e est) della Russia. Vi ricordo, infatti, che in Russia non esistono le autostrade, mentre molti tratti delle cosiddette «strade di importanza federale» sono percorribili dalle auto civili e/o berline solo durante l’estate secca o l’inverno non troppo ricco di neve. Le strade automobilistiche russe costituiscono un argomento a parte.

La Transiberiana è un mezzo di trasporto lento ma poco costoso. Per esempio: per andare da Mosca a Vladivostok ci vogliono 167 ore e 22 minuti (quasi 7 giorni) e il biglietto di sola andata costa 7032 rubli (circa 100 euro) nella carrozza aperta o 21.467 rubli (circa 360 euro) in uno scompartimento per due persone.

Il biglietto di Aeroflot per andata e ritorno sulla medesima tratta si trova anche a 20.000 rubli (meno di 300 euro), per il volo di sola andata ci vogliono poco più di 8 ore. Gli aerei utilizzati dalla compagnia sulle tratte nazionali fanno però un po’ paura: possono avere anche più di 30 anni, vanno a eliche o agitando le ali come degli uccelli…

Insomma, la Transiberiana è ancora un mezzo di trasporto molto richiesto dalla gente. Allo stesso tempo, non mi è molto chiaro perché a nessuno sia ancora venuto in mente di utilizzarla sul serio per l’organizzazione dei viaggi turistici: un sacco di europei mi hanno detto di volere farci un viaggio.


La preparazione terroristica

Sull’attentato fortunatamente fallito il 21 agosto sul treno Thalys sapete già tutto o quasi. Quindi io mi limito a esprimere ora una mia vecchia osservazione.

La nostra (degli occidentali) grossa fortuna sta nel fatto che a dedicarsi al terrorismo sono prevalentemente dei deficienti. Sono dei personaggi che in testa hanno solo la loro versione di fede religiosa e zero (o quasi) conoscenze scientifiche o tecniche. Lo affermo con certezza per due motivi: 1) dopo l’11 settembre 2001 ci sono stati pochissimi grandi attentati in Occidente; 2) sempre dopo l’11 settembre in Occidente non è stato colpito alcun luogo simbolico. Significa che i potenziali terroristi non sono capaci (o banalmente hanno paura) di organizzare degli attentati. Fanno a caso: a volte ci riescono, a volte falliscono, quasi sempre si fermano alla fase delle minacce.

Il terrorista del treno Amsterdam–Parigi aveva il semplicissimo AK-47 inceppato (in URSS gli studenti delle scuole superiori dovevano saperlo riparare in meno di 40 secondi) e non era in grado di rimetterlo in funzione velocemente… Gente! Se i terroristi sono a questi livelli, noi possiamo viaggiare tranquilli.