Cosa vi ho nascosto:

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Il tempo per viaggiare

Negli anni precedenti al Covid-19 ho sempre sostenuto che il periodo dell’anno ottimale per vedere le città sia quello di ottobre-novembre. Infatti, nelle condizioni di normalità sono i mesi con meno turisti in giro: i centri storici non sono affollati, i musei non hanno le file chilometriche all’ingresso, i biglietti aerei (spesso anche dei treni) e gli alberghi costano meno, i ristoratori non vi vedono come un ennesimo motore della Ford sulla catena di montaggio etc etc.
Quest’anno, invece, abbiamo la «fortuna» singolare (spero tanto che lo sia!) di poter pianificare il turismo interno nelle condizioni della concorrenza minima da parte dei turisti stranieri e, in una certa misura, anche quelli connazionali. Di conseguenza, ai viaggiatori del 2020 sono garantite la libertà spaziale e una buona accoglienza. Chi ha le possibilità economiche e temporali, farebbe bene ad approfittarsi della situazione creatasi. L’Italia è piena di cose interessanti da vedere. Non è nemmeno necessario andare lontano o in una località grande e famosa.
Pensateci.


Sviluppare il turismo

Il lunedì 2 dicembre si è ufficialmente conclusa in Corea del Nord la costruzione di una nuova città: Samjiyon. Considerati il suo aspetto estetico, la collocazione vicino alla montagna-simbolo Paektu e la presenza degli alberghi, si potrebbe dedurre che si tratti di un parco di divertimento per i turisti occidentali creduli.

Quindi studiate l’argomento: si sono impegnati per voi!


I confini si riducono

Ho una salutare buona notizia per le persone che non si sono ancora decise sulle vacanze da fare questa estate. Stamattina il presidente ucraino Vladimir Zelensky ha firmato un decreto che liberalizza molti aspetti delle visite turistiche nella cosiddetta «zona di alienazione» di Chernobyl.
Di conseguenza, ricordo a tutti gli interessati il mio consiglio pratico dell’anno scorso.

P.S.: non ho ancora visto la nota serie della HBO, ma le persone affidabili dicono che è fatta abbastanza bene. Quindi in breve avrete il mio parere.


Un effetto inatteso

In generale si sostiene che i turisti-tifosi (quelli che vanno all’estero per vedere delle competizioni sportive) siano economicamente poco utili allo Stato ospitante. Infatti, nella stragrande maggioranza dei casi si tratta delle persone con un basso livello di cultura e di reddito: l’interesse esclusivo verso lo sport ne è la conseguenza abbastanza chiara. I turisti di questo tipo vengono quindi per pochissimi giorni, visitano pochissimi luoghi oltre allo stadio e non fanno degli acquisti particolari.
Possiamo quindi immaginare che anche l’effetto economico del campionato mondiale di calcio debba essere piuttosto limitato per la Russia. Cosa potrebbero fare in Russia i tipici turisti-tifosi? Giusto: andare alla ricerca delle conferme di tutti quegli stereotipi che hanno nelle loro teste: la balalaica suonata a ogni angolo, gli orsi bianche per le strade delle città, la gente barbuta con dei cappelli di pelliccia che beve la vodka dalla mattina alla sera (facendo le pause solo per mangiare del caviale)… Ah, poi c’era anche quel tipo pelato, come cazius si chiamava, quello che ha fatta una rivoluzione? Esatto: Lenin. Andiamo a vedere la sua mummia!
Ed ecco che arriviamo al punto centrale del post di oggi. Una delle più grandi sorprese di questo campionato sono state delle lunghissime file dei tifosi stranieri vogliosi di entrare nel mausoleo di Lenin sulla Piazza Rossa. Sulla foto, a destra, potete notare gli archi della sua parte superiore:

Le file così lunghe delle persone intenzionate di vedere il corpicino maledetto non si osservavano dai tempi dell’URSS. In quei tempi, però, oltre ai comunisti convinti ci andavano – essendo di fatto obbligati – le delegazioni dei Partiti politici stranieri sponsorizzati da Mosca, turisti interni e stranieri (questi ultimi, soprattutto, non potevano prendere le decisioni sulle cose da vedere), i militari, gli scolari in gita (quindi schiavi) etc.

Quel che non dipende dalla epoca storica è la sensazione dell’inganno che resta al visitatore all’uscita dal mausoleo. Infatti, dopo molto tempo passato in attesa si hanno pochi secondi per vedere non particolarmente da vicino questa struttura:

Vabbè, ognuno si diverte come vuole.


Le contromisure: seconda parte

L’altro ieri avevo scritto delle misure prese dalla Russia in risposta al abbattimento del bombardiere russo da parte della Turchia. Oggi, invece, abbiamo saputo che la Turchia, contrariamente alla analoga mossa russa, ha deciso di non reintrodurre l’obbligo di visto per i cittadini russi.

Questo significa che i governanti russi, ancora una volta, hanno sanzionato i propri cittadini in risposta al «comportamento non amichevole» di uno Stato terzo. Questa volta, in particolare, i cittadini russi sono stati privati di una popolare meta turistica a basso costo.

Una situazione analoga era già successa con le famose controsanzioni alimentari, introdotte in risposta alla reazione occidentale alla annessione della Crimea. Nel 2014, infatti, in Russia era stato vietato l’import della maggior parte dei prodotti alimentari da UE, USA, Australia e alcuni altri Stati. Ora in Russia quei prodotti mancano del tutto o arrivano con le etichette bielorusse e i prezzi triplicati. I produttori nazionali, che in uno Stato normale avrebbero dovuto essere premiati da una situazione del genere, sono quasi inesistenti. L’economia russa, infatti, gira tutta attorno risorse naturali.

Insomma, niente cibo sano e fresco, niente mare caldo. Non sappiamo quale sarà la prossima mossa, ma sappiamo che Putin è un grande.


Turisti russi, parte 2

Ho una notizia fresca e brutta per un po’ di gente. In tre mesi esatti l’euro è cresciuto del 50% rispetto al rublo russo. L’11 settembre per 1 euro si davano 48,0636 rubli. Oggi, invece, 1 euro vale 68,2942 rubli. Nelle settimane precedenti l’11 settembre la diminuzione del valore del rublo era notevole, ma non così veloce e, direi, catastrofica. Insomma, il valore del rublo continua a volare giù e non sembra che la tendenza possa invertirsi in un periodo medio-breve. In più, l’economia russa, in stagnazione già da due anni, sta ricevendo il colpo di grazia a casa della caduta del prezzo del petrolio.

Cosa significano queste considerazioni per gli italiani? Significano che Continuare la lettura di questo post »


Turisti russi in diminuzione

Negli ultimi giorni ho sentito e letto tanto sulla diminuzione dei turisti russi in Europa e non solo. In tutti i comunicati che mi sono capitati il fenomeno è ricondotto alla guerra di sanzioni tra l’Occidente e la Russia. Per l’ennesima volta i giornalisti – in questo caso occidentali – si sono dimostrati poco informati e incapaci di ricercare le informazioni. Ora vi spiego tutto io.

In sostanza, i turisti russo sono diminuiti per due motivi. In primo luogo, nel giugno del 2014 è stato imposto un divieto informale di fare i viaggi all’estero per i funzionari pubblici russi. Per ora, sottolineo, il divieto non si estende a tutti i dipendenti pubblici (il 25% dei lavoratori russi), ma solo ai funzionari di vari livelli, i poliziotti ed i militari. Si tratta dunque delle persone benestanti: i loro redditi legati allo sfruttamento del posto di lavoro sono piuttosto alti (lo stipendio non va considerato perché basso).

Lo stesso divieto informale di viaggiare all’estero era già in vigore da circa un anno per i massimi dirigenti del Comune di Mosca.

In secondo luogo, pure in Russia la gente comune ha cominciato ad avere paura di spendere troppo. Ne hanno contribuito anche le recenti auto-sanzioni russe in materia alimentare che hanno accelerato la crescita dei prezzi già in corso da diversi mesi.

P.S. I più informati dei miei lettori avranno probabilmente sentito parlare della lunga serie di fallimenti che negli ultimi mesi ha colpito i principali tour operator russi. Succede sempre per il divieto di viaggiare di cui sopra. Tutti i dipendenti pubblici in generale, essendo per la loro natura delle persone pigre e tecnologicamente quasi analfabeti, sono oggi quasi gli unici clienti dei tour operator.