Cosa vi ho nascosto:

L’archivio del tag «turkmenistan»

Il difensore

All’inizio dell’anno mi era già capitato di postare un video ipnotizzante sul presidente del Turkmenistan Gurbanguly Berdimuhammedow. E ora penso che sia proprio l’ora di tornare a questo personaggio curioso. Infatti, egli si rende spesso protagonista dei video meritevoli della nostra attenzione.
Oggi, per esempio, vediamo un breve resoconto della visita del presidente Gurbanguly Berdimuhammedow al poligono di tiro delle forze armate nazionali per verificare le capacità di tiro dei vertici del Ministero della Difesa e del Ministero degli Interni. Ma alla fine si è esibito egli stesso (e alla fina ha ordinato a tutti i presenti di dedicare più attenzione alle esercitazioni):

Ebbene, sì. Non è solo un «esperto della musica». Già nel 1973, all’età di 16 anni, era diventato il campione della Repubblica Socialista Sovietica del Turkmenistan di tiro a segno (mica come Lukashenko che fa il figo con un «Kalashnikov» che ha il caricatore staccato ahahah).


Il DJ set presidenziale

Il Presidente del Turkmenistan Gurbanguly Berdimuhammedow si rende spesso protagonista di video curiosi. Mi sembra di averne già pubblicato qualcuno, ma non riesco a trovare i relativi post con l’ausilio dei tag. Beh, in ogni caso oggi recuperiamo abbondantemente.
Il 30 dicembre 2019 si è tenuto a Asgabat (la capitale del Turkmenistan) un concerto pre-Capodanno per i membri del Governo e del Parlamento e per gli artisti più importanti dello Stato. Al concerto, per poco più di un ora, si è esibito anche il Presidente: ha cantato alcune proprie canzoni, ha recitato un po’ di rap, ha suonato un sintetizzatore e ha tenuto una piccola lezione sugli strumenti musicali…
Ma nel corso della medesima esibizione ha fatto pure da DJ! Ecco la testimonianza video:

Beh, la stilistica dimostra che almeno il Presidente turkmeno vive in un contesto culturale cinese/coreano e non quello europeo (dove tali oscenità sono superate da almeno trent’anni).


Un accordo buono

Come avete già molto probabilmente letto, ieri i cinque Stati che hanno l’accesso al Mar Caspio (Russia, Kazakistan, Azerbaijan, Iran e Turkmenistan) hanno firmato, dopo 22 anni di tentativi, un accordo sul suo status legale. Infatti, dal 1996 si discuteva su due questioni ritenute fondamentali da tutte le parti: i limiti delle acque territoriali e il passaggio dei gasdotti.
Il risultato dell’accordo è una convenzione che mi sembra sorprendentemente ben fatta. Se non dovesse essere tradotta in italiano entro la fine di settembre, proverò a occuparmene io (tanto non è lunga). Intanto comunico che è stato trovato il modo di stabilire la profondità delle acque territoriali (15 miglia) e le regole chiare sull’utilizzo del resto delle acque.
L’aspetto più curioso di questa storia è però un altro: dopo avere studiato la notizia, per ben due motivi ho pensato subito alla Cina. In primo luogo, la Russia ha dimostrato di poter essere più flessibile (e quindi più «producente») dal punto di vista diplomatico: la Cina non riesce a risolvere da decenni la questione del Mar Cinese Meridionale solo a causa della propria l’avidità (ma un po’ anche per quella posizione di forza che le Russia non ha nei confronti dell’Iran). In secondo luogo, è evidente che la Russia stringe gli accordi territoriali veri solo con gli Stati che non può occupare militarmente (conosciamo degli esempi) o che non può proclamare in via unilaterale come dei propri alleati anti-occidentali (di fatto regalando dei ampi territori e costruendo dei oleodotti convenienti solo per la controparte: entrambe le cose sono successe nei rapporti russo-cinesi).
Qual è la conclusione che potremmo trarre dal capoverso precedente? C’è uno Stato molto esteso che è molto bravo solo in qualità di un attore locale.