Cosa vi ho nascosto:

L’archivio del tag «ufo»

La musica del sabato

Il gruppo britannico UFO, nato nel 1969 e cambiato più volte nella sua composizione (l’unico membro costante è il cantante Phil Mogg), durante i decenni della sua attività ha influenzato diversi gruppi del hard rock e del metal. Io, però, l’ho scoperto relativamente tardi (alla fine degli anni ’90), anni dopo alcuni altri gruppi alla qualità dei quali mi ero già abituato. Di conseguenza, ho sempre classificato gli UFO come un gruppo di rango inferiore rispetto, per esempio, ai Scorpions: questi ultimi, secondo me, hanno raggiunto dei risultati decisamente più interessanti nel hard rock. Non so se sia anche il merito di Michael Schenker – fratello più piccolo di Rudolf – che ha suonato prima con gli UFO e poi con i Scorpions.
Ma è comunque importante conoscere le origini della musica amata e ascoltata anche nelle epoche passate della vita (da circa dieci anni i miei interessi sono limitati a alcuni altri generi). Quindi per il post musicale di oggi ho scelto le seguenti due canzoni degli UFO:
La prima è «Doctor Doctor» (dall’album «Phenomenon» del 1974):

E la seconda è «Let It Roll» (dall’album «Force it» del 1975):


A volte è meglio fingere

Uno dei più grandi misteri americani è il motivo per il quale alcune Istituzioni continuano a pubblicare dei materiali relativi agli avvistamenti di UFO. L’ultima pubblicazione notata da tutti è quella di ieri: il Ministero della Difesa statunitense ha pubblicato dei materiali di vario genere (anche video) relativi agli anni 2014–2015.
Se proprio si vuole regalare alla comunità dei materiali pseudoscientifici, si potrebbe sempre simulare una «fuga del materiale multimediale». Oppure fingere di regalare agli sviluppatori della elettronica o della intelligenza artificiale alcuni materiali di studio (sulla base dei quali dovrebbero essere elaborati dei radar e delle videocamere migliori).
Insomma, a volte una leggera forma di ipocrisia sarebbe molto utile per evitare di apparire ignoranti.

Se poi, un giorno, tra qualche migliaio di anni, qualche extraterrestre troverà realmente opportuno passare nelle vicinanze di questa vecchia discarica biologica, si potrà dire «sì, noi sapevamo e lo stavamo aspettando da tempo».


Gli avvistamenti sullo schermo

Per puro caso ho trovato la mappa dei contatti con gli alieni nel cinema occidentale.

La stessa mappa in una risoluzione più grande.


Sorvolando l’habitat umano

Pochi giorni fa gli americani hanno pubblicato una parte consistente dei loro archivi relativi agli «avvistamenti» di UFO. Si tratta dei 12.618 fascicoli di documenti, raccolti nel periodo tra il 1947 e il 1969. Buon divertimento a tutti gli appassionati: www.theblackvault.com

Naturalmente, prima o poi verranno pubblicati anche i documenti più recenti. Ma non arriveranno mai agli anni 2000: si vede che le fotocamere dei cellulari, smartphone e di altri dispositivi elettronici inducono gli omini verdi a non farsi vedere dagli umani:)

P.S.: gli archivi analoghi russi verranno resi pubblici, se tutto va bene, tra almeno cento anni.