Cosa vi ho nascosto:

L’archivio del tag «uk»

Ricordarsi i nomi

Tutti, prima o poi, sentono il bisogno di avere questo schema sottomano:

Io avrei preferito averlo trovato almeno dieci anni fa, quando sbagliavo ancora spesso i vari nomi dello Stato inglese.


La prima selezione

Qualche anno fa avevo inventato un «bel» modo di bocciare gli studenti all’esame di diritto privato con una sola domanda. Bisogna chiedere la definizione del Codice civile: più del 50% degli studenti sbaglia in un modo banalissimo e viene mandato a casa perché non sa una delle cose basilari.
Poco fa mi sono reso conto che è facilissimo adottare tale tattica anche agli esami di storia. I miei amici storici potrebbero chiedere agli studenti in quale lingua è scritto il motto sullo stemma del Regno Unito.
È sempre bello dimezzare il lavoro da fare, ahahaha


Caricare di pace i deficienti

Londra, una grossa stazione di interscambio (Canning Town), giovedì mattina (l’ora di punta). Alcuni eco-attivisti del gruppo Extinction Rebellion salgono sul tetto di un treno della metropolitana per bloccare la circolazione dei mezzi pubblici.
I londinesi tanto grati agli attivisti li applaudiscono e li salutano vivamente, aiutano al leader del gruppo manifestante a scendere dal tetto per stringergli la mano ed esprimergli tutto il sostegno possibile.


A chi serve un buon lavoro?

So che pochissimi lettori di questo post hanno i requisiti per candidarsi, ma vi racconto comunque di una curiosa offerta di lavoro.
Una ricca famiglia russa sta cercando un maggiordomo in stile Jeeves ed è disposta a pagarlo il triplo del Buckingham Palace: da quattro a sei mila euro al mese.
La «fregatura» sta nelle richieste al candidato: bisogna essere residente a Londra, essere pronti a lavorare in UK, Francia, Italia e Russia, conoscere almeno l’inglese, il francese e il russo, conoscere e apprezzare la serie televisiva britannica «Jeevse and Wooster» (molto bella, ma i libri di Wodehouse sono ancora meglio – nota mia) per sapere cosa si aspetta il cliente, intendersi delle tecnologie e dei film. L’abilità nei rapporti con i bambini è stata messa al penultimo posto: subito prima dei segni zodiacali (mah…).
Guardate pure la lista completa delle richieste e pensateci su. Il vero Jeeves sarebbe riuscito a ottenere il posto anche partendo da un punto di formale svantaggio.
I candidati (auto)scartati possono darsi alla lettura dei romanzi di Pelham Grenville Wodehouse (spero) o alla visione della serie televisiva citata, arricchendo dunque il proprio bagaglio culturale. Un posto di lavoro non ottenuto non è sempre una perdita.


Molto seriamente

Ho appena letto che il noto quadro di Banksy «Devolved Parliament» è stato venduto a 9,9 milioni di sterline all’asta di Sotheby’s, il venditore e l’acquirente sarebbero sconosciuti.
Ma a me sembra evidente che siano, rispettivamente, Theresa May e Boris Johnson.
Altrettanto evidente è che relativamente a breve dovrebbe verificarsi un nuovo cambio del proprietario dell’opera.

Dopo il Brexit poi – se accadrà nel corso della nostra vita, lo vedremo – il quadro si autodistruggerà.


La migliore dimostrazione

Per la seconda volta in meno di un anno Jo Johnson – fratello del Primo Ministro Boris – si è dimesso dal Governo britannico. Il motivo è sempre lo stesso: il disaccordo sul Brexit.
Leggendo questa notizia assieme a quelle sull’ennesimo tentativo del Parlamento a posticipare l’uscita dall’UE, sulla esclusione dal Partito Conservatore dei deputati in disaccordo con la linea del Premier e sulla perdita della maggioranza, posso solo constatare che Winston Churchill aveva perfettamente ragione.
La democrazia funziona quando a decidere sono in due e uno è malato.
Ora sappiamo tutti quale esempio proporre alle persone che non condividono il suddetto principio.
Ma non avrei mai immaginato che lo spettacolo tanto triste si sarebbe verificato proprio nel Regno Unito.


Invidio gli inglesi

La BBC comunica che entro la fine del 2022 i principali aeroporti del Regno Unito saranno dotati degli scanner 3D per il controllo dei bagagli. Questa misura permetterebbe di abrogare il divieto di trasportare nei bagagli a mano di contenitori di liquidi superiori a 100 ml (introdotto anni fa per motivi di sicurezza).
Ecco, gli scanner 3D è una innovazione interessante e sicuramente utile per risparmiare il tempo. L’abrogazione della limitazione riguardante i liquidi è altrettanto comoda per i passeggeri.
L’aspetto che non mi è proprio chiaro è la connessione tra i due fenomeni. In teoria posso anche sforzarmi a immaginare uno scanner che analizza la densità di un liquido, ma non la sua composizione chimica. Di conseguenza, mi sento costretto a scegliere tra due opzioni:
1) gli inglesi hanno trovato un modo fantasioso per cancellare un divieto poco sensato dal punto di vista pratico;
2) le aziende che forniscono i mezzi per la garanzia della sicurezza esagerano con il marketing (ma allora non si capisce perché i clienti ci credono).
In ogni caso, spero che gli scanner 3D e la libertà di trasportare i liquidi si estendano presto a tutto il mondo.


The show is going on

Abbiamo il nuovo premier britannico. Purtroppo, molti politici sono strani allo stesso modo, quindi ci metterò un po’ di tempo a capire se è questo…

Oppure questo…

Alle persone interessate ai commenti seri, invece, non posso dire molto. Anzi, trovo totalmente inutile tentare di fare una analisi più approfondita della situazione creatasi in UK. Il brexit è già uno spettacolo comico (come se fosse recitato da qualche altro Stato europeo), dunque pure l’eccentrico Boris Johnson dovrebbe impegnarsi tanto per fare peggio della sua predecessore.
Le uniche due certezze sono l’inevitabilità del brexit e la convenienza della sua versione soft compresa da Johnson (banalmente, deve pensare alla maggioranza parlamentare e alle ipotetiche elezioni).


Distinguere i ladri

Da quattro giorni, quindi dal momento del famoso arresto, continuo a vedere con una particolare frequenza delle persone che non hanno una minima idea di cosa sia diventato Julian Assange negli ultimi anni.
Inizialmente Assange era solo un ladro famoso, un Robin Hood dell’informazione convinto che con la pubblicazione dei segreti sporchi degli Stati si possa cambiare il mondo. Per un periodo abbastanza lungo Assange aveva svolto un lavoro grosso e importante di raccolta e pubblicazione delle informazioni, grazie alle quali sono state possibili alcune scoperte clamorose. I documenti raccolti e pubblicati erano però tanti e nell’intero mondo non si sono palesate delle persone disposte a leggerli tutti. Ma allo stesso tempo tantissime persone private nel mondo continuano a vedere Assange come un santo. Un «santo» perseguitato, logicamente, dagli Stati colpiti dalle sue pubblicazioni: le accuse che hanno portato Assange alla auto-reclusione nella Ambasciata ecuadoriana appaiono come il risultato di quelle persecuzioni.
Ma è passato del tempo e Assange è cambiato. Ha venduto la propria reputazione a una delle parti. A una parte per nulla simpatica: si chiama «Russia Today» ed è uno dei principali strumenti della propaganda russa verso l’estero. È uno di quegli strumenti con i quali l’attuale amministrazione russa tenta di destabilizzare politicamente l’Occidente al fine di minimizzare l’opposizione alla propria geopolitica. Così, per esempio, nel recente «rapporto Mueller» sulla ingerenza russa nelle elezioni presidenziali statunitensi si dimostra come il WikiLeaks fosse diventato un canale di distribuzione dei materiali reperiti dai hacker russi. Da quei hacker che sarebbero a servizio dei servizi segreti russi.
È dunque assolutamente normale che l’Ecuador non avesse più ritenuto opportuno ospitare un personaggio del genere. Un informatore pagato dal nemico che allo stesso tempo si approfitta della ospitalità. Allo stesso tempo penso che la sua estradizione verso gli USA possa avvenire non facilmente e solo in cambio delle garanzie sulla non-applicazione nei suoi confronti della pena di morte. Ma, onestamente, la sua sorte mi interessa veramente poco.
Mi incuriosiscono solo i motivi che lo spinsero a spendere sette anni di vita per l’esistenza da carcerato (comunque già garantitagli al momento dell’ingresso nella Ambasciata) e a vendere la reputazione.


Banksy guardabile

Ho letto solo oggi che il quadro di Banksy «Devolved Parliament» del 2009 è tornato ad essere esposto al Bristol Museum.

In molti casi, purtroppo, Banksy mi è sembrato una persona non particolarmente intelligente (proprio per il contenuto delle sue opere), ma nell’ottica della Brexit sarei disposto a riconoscere il suddetto quadro una delle manifestazioni migliori della satira contemporanea. Non essendo britannico, per lo stesso motivo forse ci aggiungerei pure la regina.