Cosa vi ho nascosto:

L’archivio del tag «uk»

Un anno di Johnson

Con una certa sorpresa ho scoperto che oggi decorre [già] un anno da quando Boris Johnson ha assunto la carica del premier. E devo constatare che egli avrebbe potuto anche lasciare la carica mesi fa e rimanere comunque nella storia. Perché ha dimostrato una qualità rarissima per la politica occidentale di oggi: concretizzare le mosse (non entriamo in merito della loro qualità e utilità) rinviate all’infinito da tutti i predecessori e colleghi.
Non è vecchio, quindi spero – per il bene dell’UK e dell’Europa – che in futuro venga richiamato per realizzare qualche progetto decisamente più allegro del Brexit.


I due giudizi futuri

Come avete probabilmente già letto, le principali compagnie aeree britanniche hanno deciso di fare una causa al Governo. In sostanza, contestano le nuove misure di quarantena nei confronti delle persone che intendono entrare sul territorio del Regno Unito. Quelle misure che avranno il naturale impatto negativo sulla economia e sui bilanci delle aziende-promotrici della causa.
Ebbene, è abbastanza facile prevedere che in futuro non molto lontano vedremo diverse altre cause del genere in giro per il mondo. Perché molte persone, logicamente, non vedono una particolare differenza tra la morte (ipotetica) per il coronavirus e la morte (non meno probabile) per la denutrizione: il risultato finale è sempre quello.
L’esito di quelle cause non mi sembra invece scontato. A essere [quasi] scontato è il giudizio del popolo: le prossime elezioni in giro per il modo dovrebbero liberarci di un po’ di Governi un po’ «particolari» (i quali, indipendentemente dalla propria qualità politica precedente, spesso hanno adottato delle misure anti-corona poco sensate dal punto di vista pratico). Grazie al COVID-19, avrà almeno un effetto positivo.


Due dita sono meglio di uno

Qualche anno fa mi ero chiesto della origine e della spiegazione «scientifica» di quel gesto minaccioso inglese che ha la forma opposta al gesto «victory». Sì, intendo quello che si fa con il polso rivolto verso interno:

Gli esperti più sereni della lingua inglese non hanno saputo spiegarmelo, quindi ho dovuto aspettare di scoprire tutto da me.
Ed ecco che relativamente poco tempo fa ho trovato una interessante leggenda. In un momento non precisamente definito della guerra dei cent’anni i francesi avrebbero deciso di tagliare quelle due dita ai famosi arcieri inglesi imprigionati. Si trattò di una specie di umiliazione attraverso la privazione delle persone dei loro principali «organi di lavoro». In risposta a tale comportamento, gli inglesi inventarono il gesto che, in sostanza, vorrebbe dire «sono ancora attrezzato per ammazzarti».
Potrebbe essere solo una leggenda, ma a me piace. Quindi aggiungo anche il link all’articolo della Wikipedia dove se ne parla.


Ricordarsi i nomi

Tutti, prima o poi, sentono il bisogno di avere questo schema sottomano:

Io avrei preferito averlo trovato almeno dieci anni fa, quando sbagliavo ancora spesso i vari nomi dello Stato inglese.


La prima selezione

Qualche anno fa avevo inventato un «bel» modo di bocciare gli studenti all’esame di diritto privato con una sola domanda. Bisogna chiedere la definizione del Codice civile: più del 50% degli studenti sbaglia in un modo banalissimo e viene mandato a casa perché non sa una delle cose basilari.
Poco fa mi sono reso conto che è facilissimo adottare tale tattica anche agli esami di storia. I miei amici storici potrebbero chiedere agli studenti in quale lingua è scritto il motto sullo stemma del Regno Unito.
È sempre bello dimezzare il lavoro da fare, ahahaha


Caricare di pace i deficienti

Londra, una grossa stazione di interscambio (Canning Town), giovedì mattina (l’ora di punta). Alcuni eco-attivisti del gruppo Extinction Rebellion salgono sul tetto di un treno della metropolitana per bloccare la circolazione dei mezzi pubblici.
I londinesi tanto grati agli attivisti li applaudiscono e li salutano vivamente, aiutano al leader del gruppo manifestante a scendere dal tetto per stringergli la mano ed esprimergli tutto il sostegno possibile.


A chi serve un buon lavoro?

So che pochissimi lettori di questo post hanno i requisiti per candidarsi, ma vi racconto comunque di una curiosa offerta di lavoro.
Una ricca famiglia russa sta cercando un maggiordomo in stile Jeeves ed è disposta a pagarlo il triplo del Buckingham Palace: da quattro a sei mila euro al mese.
La «fregatura» sta nelle richieste al candidato: bisogna essere residente a Londra, essere pronti a lavorare in UK, Francia, Italia e Russia, conoscere almeno l’inglese, il francese e il russo, conoscere e apprezzare la serie televisiva britannica «Jeevse and Wooster» (molto bella, ma i libri di Wodehouse sono ancora meglio – nota mia) per sapere cosa si aspetta il cliente, intendersi delle tecnologie e dei film. L’abilità nei rapporti con i bambini è stata messa al penultimo posto: subito prima dei segni zodiacali (mah…).
Guardate pure la lista completa delle richieste e pensateci su. Il vero Jeeves sarebbe riuscito a ottenere il posto anche partendo da un punto di formale svantaggio.
I candidati (auto)scartati possono darsi alla lettura dei romanzi di Pelham Grenville Wodehouse (spero) o alla visione della serie televisiva citata, arricchendo dunque il proprio bagaglio culturale. Un posto di lavoro non ottenuto non è sempre una perdita.


Molto seriamente

Ho appena letto che il noto quadro di Banksy «Devolved Parliament» è stato venduto a 9,9 milioni di sterline all’asta di Sotheby’s, il venditore e l’acquirente sarebbero sconosciuti.
Ma a me sembra evidente che siano, rispettivamente, Theresa May e Boris Johnson.
Altrettanto evidente è che relativamente a breve dovrebbe verificarsi un nuovo cambio del proprietario dell’opera.

Dopo il Brexit poi – se accadrà nel corso della nostra vita, lo vedremo – il quadro si autodistruggerà.


La migliore dimostrazione

Per la seconda volta in meno di un anno Jo Johnson – fratello del Primo Ministro Boris – si è dimesso dal Governo britannico. Il motivo è sempre lo stesso: il disaccordo sul Brexit.
Leggendo questa notizia assieme a quelle sull’ennesimo tentativo del Parlamento a posticipare l’uscita dall’UE, sulla esclusione dal Partito Conservatore dei deputati in disaccordo con la linea del Premier e sulla perdita della maggioranza, posso solo constatare che Winston Churchill aveva perfettamente ragione.
La democrazia funziona quando a decidere sono in due e uno è malato.
Ora sappiamo tutti quale esempio proporre alle persone che non condividono il suddetto principio.
Ma non avrei mai immaginato che lo spettacolo tanto triste si sarebbe verificato proprio nel Regno Unito.


Invidio gli inglesi

La BBC comunica che entro la fine del 2022 i principali aeroporti del Regno Unito saranno dotati degli scanner 3D per il controllo dei bagagli. Questa misura permetterebbe di abrogare il divieto di trasportare nei bagagli a mano di contenitori di liquidi superiori a 100 ml (introdotto anni fa per motivi di sicurezza).
Ecco, gli scanner 3D è una innovazione interessante e sicuramente utile per risparmiare il tempo. L’abrogazione della limitazione riguardante i liquidi è altrettanto comoda per i passeggeri.
L’aspetto che non mi è proprio chiaro è la connessione tra i due fenomeni. In teoria posso anche sforzarmi a immaginare uno scanner che analizza la densità di un liquido, ma non la sua composizione chimica. Di conseguenza, mi sento costretto a scegliere tra due opzioni:
1) gli inglesi hanno trovato un modo fantasioso per cancellare un divieto poco sensato dal punto di vista pratico;
2) le aziende che forniscono i mezzi per la garanzia della sicurezza esagerano con il marketing (ma allora non si capisce perché i clienti ci credono).
In ogni caso, spero che gli scanner 3D e la libertà di trasportare i liquidi si estendano presto a tutto il mondo.