Cosa vi ho nascosto:

L’archivio del tag «vita»

Siate come Giuseppe

Ieri ho letto che a Palermo si è laureato (con 110 e lode) l’universitario triennalista più anziano: Giuseppe Paternò di 97 anni. E ora sta pensando alla laurea specialistica.
Grazie al suo impegno didattico ora ho l’occasione di ribadire un concetto particolarmente importante nel periodo che stiamo vivendo. L’organismo di ogni essere umano si rassegna ai processi fisiologici inevitabili quando il cervello percepisce la fine della missione sulla persona stessa in questo mondo. L’impegno intellettuale costante, affiancato dagli obiettivi e scadenze precisi è dunque una importante – anche se non l’unica – fonte di vita.
Siate intelligenti, siate come Giuseppe.

Potrei anche proporre una piccola sfida ai miei lettori: chi avrà più lauree a cento anni ahahaha


Cosa abbiamo imparato

Ora che siamo passati dai domiciliari alla libertà vigilata, possiamo fare le prime considerazioni sulla esperienza della quarantena. In sostanza quest’ultima è finita, anche se il Decreto del 26 aprile è formulato in un modo particolarmente furbo: consente di fare quasi tutto, ma lo fa con delle espressioni che dal punto di vista linguistico fanno pensare alla continuazione di molti divieti. Evidentemente, l’obbiettivo è stato quello di evitare il decollo verticale delle attività sociali. In ogni caso, solo con questo conflitto tra il contenuto della norma giuridica e la formula linguistica si spiega l’attesa tanto lunga per il FAQ ufficiale. Il Governo non sapeva come spiegare la propria norma senza fare crollare il suo equilibrio fragile interno. A tutti coloro che aspirano alle cariche istituzionali o amministrative ricordo: le regole devono essere semplici.
Ma, intanto, cosa abbiamo imparato da questa quarantena? Per esempio, abbiamo finalmente iniziato a capire quali sono le persone realmente importanti e quali no. Se nella nostra vita non fosse capitata la pandemia del COVID-19, chissà quanto altro tempo ci sarebbe voluto. Addirittura, avremmo rischiato di non capirlo mai. Immaginate la situazione in cui telefonate a un amico per chiedere se potete incontrarvi e sentite la risposta «No, perché tu brutto stronzo mi passi il coronavirus covid-19!» Da un vero amico o da una persona con la quale si ha uno «stabile legame affettivo» non avremmo mai potuto sentire una cosa del genere.
In secondo luogo, il coronavirus ha reso particolarmente evidente l’importanza di sapere ricominciare. Milioni di attività economiche in giro per il mondo si sono fermate. Decine e decine di milioni di persone sono rimaste senza lavoro. Conosco delle persone, anche in Italia, che ora sono letteralmente senza niente, nemmeno il supporto dei parenti o dello Stato. Ma la vita continua. Non si può esistere pensando che nulla possa mutare. Abbiamo visto che la vita può cambiare radicalmente in qualsiasi momento. E noi dobbiamo essere pronti a dover ricominciare dallo zero proprio in quel momento: indipendentemente dalla età, istruzione, abitudini, e le esperienze passate.
Potrei aggiungere che ora siamo anche abituati a pensare alla morte che potrebbe derivare non solo da un mattone caduto in testa, ma evito.
Ora siamo dei solati avvisati.


Cercate la mela

Molto probabilmente non tutti se lo ricordano, ma l’incontro tra Isaac Newton e la mela cadente avvenne mentre lo scienziato inglese si trovò in campagna in quarantena durante l’epidemia di peste degli anni 1665–1666.

Data la diffusione sui social della strana moda di dichiararsi disoccupati, privi degli interessi intellettuali e delle capacità di inventarsi un passatempo sensato, invito esplicitamente tutti a cercare e trovare il proprio melo. Perché tutta la nostra vita terrestre consiste nel superare le prove proposteci e nel sfruttare a proprio vantaggio anche le situazioni più merdose. Queste ultime, in particolare, fortunatamente sono tutte accumunate dal fatto di finire prima o poi. E non possiamo certo permetterci di arrivare alla loro fine naturale con l’unico risultato di avere sprecato una porzione della nostra unica vita.
Ricordiamoci del presunto aforismo di Einstein sui pesci e gli alberi e proviamo a vedere se sta per cadere qualche frutto.


Il segreto del successo

Uno dei (o, forse, addirittura «il») più grandi segreti del successo in qualsiasi ambito della vita è la capacità di mandare affanculo una persona al momento giusto.
Certamente, bisogna saper pianificare, studiare, pensare, ascoltare gli altri. Ma è importantissimo sapere, indipendentemente dalle circostanze, mandare affanculo tutti coloro che se lo meritano.
I colleghi raccolgono i soldi per fare un regalo al capo del dipartimento? La segretaria propone di multare i ritardatari? La vecchietta del piano di sotto si lamenta della musica dopo le 18:00? Il volontario allegro ti chiede una firma (e un po’ di soldi visto che ci siamo) per salvare le zanzare del Polo Nord? I parlamentari vogliono adottare una legge sugli sgravi fiscali per chi utilizza le ruote quadrate?
Tutti liberi! Tutti affanculo!
Ogni qualvolta un personaggio di dubbia qualità viene mandato affanculo, il nostro mondo diventa un po’ più bello.
La vita è l’arte di mandare affanculo.


Fregare il sistema

Assolutamente tutti e sempre vogliono fregare ogni sistema. Questo è uno dei principi fondamentali di amministrazione di qualsiasi cosa che bisogna tenere sempre in considerazione.
I bambini iniziano presto a cercare di fregare i genitori, uno scolaro vuole fregare l’insegnante, un lavoratore cerca i modi possibili di fregare il capo o il datore di lavoro, un cittadino cerca di fregare lo Stato. Tutti e ovunque – tranne i giusti clinici – fregano il sistema.
Cosa possiamo dedurre da questo principio? È semplice: non bisogna imporre delle regole troppo complesse, delle condizioni impossibili, delle situazioni anomale.
Lo capirà qualsiasi persona alla quale è capitato di organizzare il lavoro o la vita di altre persone. La gente infantile no.
Però alcuni non crescono…


I distributori dello spam

Le strade di molte città del mondo sono popolate di due categorie di personaggi – in realtà molto simili tra loro – fastidiosissimi: i distributori dello spam cartaceo (volantini vari) e i promoter (compresi quelli delle varie organizzazioni no-profit).
Io sono totalmente disinteressato alle cose che mi offrono o chiedono e, di conseguenza, sono molto infastidito dai loro modi di agire. Con gli anni ho elaborato una mia metodologia semplice ed efficace del superamento di quelle barriere umane che amano tanto ostacolare le entrate/uscite della metropolitana e dei centri commerciali.
Bisogna fare come un terminator all’ufficio poliziesco: andare dritto avanti in modo convinto, come se non ci fossero delle barriere sul percorso. Non notare quelle persone, forse sorridere pure. All’ultimo momento si sposteranno da soli perché sanno: lo scontro fisico comporterà dei gravi problemi proprio a loro.
Se non adottate ancora questo metodo, provate. Funziona benissimo.

Ovviamente, non esistono le regole senza le eccezioni. Nel caso specifico trattato oggi ne riconosco solo una: le ragazze che distribuiscono i volantini d’inverno. Prendo spesso un volantino (buttandolo poi nel cestino più vicino) per permettere alla persona di tornare al caldo un po’ prima.


L’offshore della morte

Tutti (o quasi) sanno della esistenza degli offshore fiscali: sono quelle entità statali o amministrative che sanno offrire alle aziende dei regimi fiscali più favorevoli della maggioranza degli altri (e gli Stati «normali» cercano di vincere la concorrenza con la sola applicazione dei divieti).
In realtà il concetto dell’offshore può rappresentare una gamma di utilissimi strumenti non solo nell’ambito finanziario. Per esempio, sarebbe bello, utile e umano creare un offshore della eutanasia. Creare una zona dove una persona sofferente possa andare per passare allegramente l’ultimo giorno della vita e poi lasciare questo mondo in un modo facile e indolore.
Attualmente molte persone stanche di soffrire fisicamente hanno due opzioni: andare via in un modo brutto (spararsi / impiccarsi / buttarsi dalla finestra o sotto un treno) oppure fare lo sbattimento lunghissimo per farsi accettare in uno Stato con la legislazione un po’ più favorevole delle altre.
Insomma, i territori che vogliono guadagnare in un modo responsabile dovrebbero prendere in considerazione questa idea.


Pesce

Il testo del presente post è uno scherzo del 1° aprile molto divertente.
Ora che non ho più questo debito nei confronti della data e della comunità, posso continuare a vivere serenamente per un anno.
Trovo veramente angosciante l’obbligo imposto si essere felici e contenti nelle date prestabilite. La vita è bella quando è spontanea.
P.S.: quando diventerò il Presidente del mondo, autorizzerò tutti a festeggiare qualsiasi cosa in qualsiasi data solo in base alla disponibilità dell’umore adatto.


Per cause innaturali

Su internet, a volte, vengono pubblicate delle ricerche che sono allo stesso tempo curiose, inutili dal punto di vista pratico e impressionanti per la quantità degli sforzi impiegati. Oggi ne faccio un bel esempio.
Supponiamo che la scienza fosse in grado di trovare una soluzione contro l’invecchiamento del corpo umano e tutte le malattie. Per quanti anni potrebbero vivere gli umani se le uniche cause della morte diventassero i vari incidenti: terremoti, alluvioni, incidenti stradali, sparatorie, cadute dalle scale etc?
Un simulatore online basato sui dati statistici statunitensi dice che l’età media degli umani arriverebbe a 9000 anni e alcune persone potrebbero vivere fino ai 60.000 anni.

Provate anche voi.
Secondo le mie previsioni autorevoli, in un mondo del genere la prima causa di morte diventerebbe il suicidio. Le cause dei suicidi, a loro volta, sarebbero la noia (di vivere per migliaia di anni) e la perdita di tutti gli amici (solitudine millenaria).


Le rubriche incomplete

Nel corso della vita tutti noi (o quasi tutti) ci accorgiamo della mancanza di un campo importantissimo nelle nostre rubriche dei contatti. È un campo tristissimo, ma la sua necessità pratica è solo una questione di tempo, una cosa inevitabile.
Probabilmente, alcuni di voi lo hanno già capito: manca il campo «data della morte». Purtroppo, a me manca sempre più spesso sulle agende cartacee e sul telefono. Di conseguenza, ho iniziato a cercare un rimedio…

Per «fortuna», però, ho scoperto una soluzione esiste. Continuare la lettura di questo post »