Cosa vi ho nascosto:

Le moto «Izh»

Mentre al livello mondiale le moto russe più conosciute e diffuse sono della marca «Ural», in Russia sono altrettanto conosciute ma molto più diffuse le moto «Izh». Lo sono grazie ai prezzi più bassi e una quantità di modelli molto più grande. Ho pensato di dedicare un post generale/generico anche a questa marca, il primo (in ordine cronologico) produttore di moto in URSS.
Nella seconda metà degli anni ’20 il governo sovietico aveva deciso di promuovere la costruzione di una fabbrica di motociclette a Izhevsk, una città già fortemente industrializzata e dotata di infrastrutture necessarie. Ma, senza aspettare la costruzione della grande fabbrica promessa, gli ingegneri della Izh hanno progettato in pochissimi mesi i primi cinque modelli nel 1928. Dimostrando di avere una grande fantasia, li hanno chiamati con i numeri da 1 a 5. E già nel 1929 sono stati prodotti gli esemplari sperimentali di tutti e 5 modelli. Avevano tutti il telaio stampato pesante, si differenziavano tra loro per la potenza del motore e il peso. Nessuno di questi modelli è stato prodotto in serie, ma è interessante ricordarne due.
L’Izh-1 aveva il motore con due cilindri a V, la cilindrata di 1200 cm3 e 24 CV, l’albero longitudinale, il cambio a tre marce fatto in un unico blocco con il motore, la parte interiore del telaio faceva anche da corpo per il silenziatore.

L’Izh-4 nel corso delle prove su strada si è rivelato il modello più riuscito ed è stato raccomandato per la produzione in serie. Aveva solo un cilindro ed era il più leggero tra i cinque modelli. All’inizio degli anni ’30, però, alla fabbrica sono state imposte altre priorità.

Nel 1933 è ripartita la produzione delle moto, questa volta in serie. Il nuovo modello si chiamava Izh-7 ed era stato prodotto dal 1933 al 1938. Aveva il motore con un cilindro e la ventilazione trasversale, il cambio a tre marce, l’azionamento della ruota posteriore tramite una catena, il telaio fatto di elementi stampati e legati tra loro con dei bulloni.

L’Izh-7 è, in realtà, una copia quasi esatta della moto tedesca DKW Luxuss-300, la documentazione tecnica della quale è arrivata in URSS non si sa bene come. Quindi un altro mito della industria sovietica viene smascherato con la foto dell’originale:

Al modello «7» erano seguiti «8» e «9», nati, rispettivamente, nel 1939 e nel 1940, quasi identici da quasi tutti i punti di vista all’Izh-7: solo il motore era stato leggermente potenziato. La produzione del modello successivo, Izh-12, avrebbe dovuto partire nel 1941 ma era stata rinviata a causa della guerra. La fabbrica ha riavviato la propria attività nel 1946 con l’Izh-12.

E’ noto che alla fine della seconda guerra mondiale l’URSS non ha avuto, formalmente, il diritto alle riparazioni di guerra. Nonostante ciò ha portato dalla Germania un sacco di beni, macchinari, tecnologie e progetti. Tra le numerose opere rubate in questo modo c’era anche la documentazione tecnica della moto DKW NZ-350: prodotta in URSS a partire dal 1946 è diventata Izh-350. L’originale tedesco è questo:

L’Izh-350 con gli elementi del motore in alluminio e il circuito elettrico di produzione sovietica:

Negli anni ’50 è cominciata la grande crescita della fabbrica che ha imparato a proporre sempre più modelli e di crearne nuovi con una buona periodicità. Così già nel 1951 era uscita Izh-49, diventata popolarissima in URSS grazie alla comodità e la resistenza aumentati.

L’Izh-56, uscito nel 1956, aveva il telaio fatto di tubi e non più stampato, il motore da 13 CV, i coperchi curvi delle ruote, il sedile in gomma e l’aspetto estetico migliorato. Grazie a questo modello, veramente moderno per i suoi tempi, la popolarità della marca è velocemente arrivata a livello nazionale.

L’Izh-58 Jupiter è uscito nel 1958 ed è stato prodotto in serie a partire dal 1961. In sostanza, era il «56» con un motore nuovo: 19 CV e una costruzione originale di cilindri separati, il cambio e la circolazione dell’olio migliorati. Esistevano due versioni di Jupiter: con e senza la carrozzina. Essendo diventato il modello Izh più popolare di sempre, Jupiter è arrivato, nel 1985, alla sua quinta edizione.

Il suo aspetto estetico è stato modernizzato solo nel 1988, mentre il motore è stato gradualmente modernizzato e potenziato nel corso di tutta la storia del modello. Quindi l’Izh Jupiter-5 era questo:

Anche il modello «Planeta», nato nel 1961 sempre sulla base del Izh-56, ha avuto una vita lunga e cinque edizioni fino alla fine della sua produzione nel 2008. Anche il suo motore è stato gradualmente modernizzato (arrivando a 22 CV), mentre l’aspetto estetico è cambiato solo nel 1987 (serbatoio, elementi decorativi laterali e il pannello degli strumenti).

Molto diversa è la moto Izh Planeta-Sport, progettata nel 1974. E’ un modello assolutamente nuovo, totalmente diverso dall’antenato tedesco di tutte le Izh prodotte dal 1946 in poi. Assemblata con i pezzi di produzione giapponese, aveva una potenza di 32 CV e un sistema separato di circolazione dell’olio. E’ stato un modello molto popolare tra i giovani, ma quando la fabbrica ha smesso di importare i pezzi dal Giappone la popolarità è scesa assieme alla qualità. Nel 1984 la sua produzione è stata interrotta.

A ogni moto «Jupiter» o «Planeta» poteva essere aggiunta la carrozzina:

Nella prima metà degli anni ’90, dopo il crollo dell’URSS, la fabbrica Izhmoto si è trovata ad affrontare il libero mercato con due modelli in produzione: Jupiter-5 e Planeta-5. Cioè due moto che nonostante le numerose modifiche replicavano, in sostanza, la Izh-350 del 1946 (vedi sopra). Quindi dopo alcuni anni di sballamento è stato deciso di produrre i moduli per il trasporto merci. Questi moduli a due ruote potevano essere attaccati a una qualsiasi Jupiter o Planeta al posto della ruota e della forchetta posteriori. Grazie alla scatola di distribuzione, il blocco del differenziale e la retromarcia il risultato sembrava quasi una macchina a tre ruote.

Sui moduli per le merci si poteva anche montare la motopompa prodotta sempre dalla Izhmoto:

Nel 1996 è uscito un nuovo modello in stile chopper: Izh Junker. Per alcuni anni questo modello è stato in dotazione alla polizia stradale di Mosca (la quale voleva sostenere in questo modo il produttore nazionale). Ma nei primi 2000 il contratto di fornitura è stato sciolto, per vari motivi, su iniziativa della polizia.

Nel 1994 il nome della fabbrica è stato cambiato in «Izhmash-moto», la ragione sociale è diventata S.p.A. e il controllo è passato al Holding che controllava, tra l’altro, anche la produzione delle auto Izh (avevo già scritto di Izh-2125 «Kombi»Izh-2715 «Kabluk»).
All’inizio del 2008, a causa di troppi debiti, la fabbrica Izhmash-moto è stata chiusa, mentre la maggior parte dei suoi impianti è stata svenduta.

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