Cosa vi ho nascosto:

Bergamo, luglio 2012

Nessun lombardo, anche se di adozione, può morire in pace prima di vedere Bergamo. E’ una delle poche città della regione da visitare per forza. Intendo prima di tutto la Città Alta, cioè il centro storico situato sulle colline. Esso è conservato talmente bene che non solo ha tutte le strutture civili e militari medioevali quasi intatte, ma è pure una delle sole cinque città italiane con il centro storico ancora completamente circondato dalle mura.

Io sono entrato da una delle porte originali: purtroppo ora è attraversata da una strada asfaltata e senza alcun segno del ponte. Comunque, mi è sembrato un buon inizio.

Per limitare più possibile la quantità delle foto tipicamente turistiche dico subito che il mio luogo preferito del centro bergamasco è la Piazza Vecchia: mi rendo conto di essere spaventosamente banale.

Ma il calendario solare (nella parte sud della piazza) è una delle cose che mi hanno impressionato di più già durante la mia prima visita in città (purtroppo ho perso le foto).

E se proseguiamo più avanti troviamo una piazzetta con il Duomo, una Cappella e una chiesa cittadina. Quest’ultima è veramente interessante fuori e dentro.

Si chiama basilica di Santa Maria Maggiore e al suo interno, tra l’altro, si trova la tomba del bergamasco Gaetano Donizetti.

Conservare gli edifici religiosi belli in buone condizioni è una cosa positiva. Altrettanto positivo è convertirli in qualcosa di utile quando vengono sconsacrati: nell’ex convento di S. Agostino ora si trova la Facoltà di Scienze della Formazione della Università degli Studi di Bergamo. Non so quanto sia utile la suddetta Facoltà, ma l’istruzione in generale è decisamente più utile di una qualsiasi religione.

La Facoltà si trova in condizioni precarie…

…e viene restaurata, piuttosto lentamente, grazie alle donazioni di una nota società bancaria. In una sola foto riesco a farvi vedere tutta la biblioteca della Facoltà:

Una cosa che invidio tanto: i box per gli oggetti personali in Facoltà.

In un’altra chiesa hanno trovato un modo simpatico di raccogliere i fondi per i lavori di restauro: la «vendita» delle piccole superfici da restaurare per delle offerte pari o superiori a 5 euro. Stranamente, però, questi «mattoncini» si possono acquistare solo di sabato o di domenica. Ma bisognerebbe sfruttare i turisti tutti i giorni!

Dalla cupola del Duomo S. Alessandro dorato saluta la Madonnina milanese.

La finalità della struttura seguente mi è sconosciuta. Ho un paio di idee, ma sono troppo assurde per essere pubblicate.

I cartelli che indicano i posti di importanza storica sono gli unici che funzionano. Bergamo, infatti, è nota per i cartelli stradali pazzi: indicano sempre la direzione sbagliata e si contraddicono ogni 200 metri.

Per rendere questo reportage esauriente dovrei mostrare qualche vista della città dall’alto. Per esempio, il già citato S. Agostino visto dalla roccaforte.

Oppure lo stadio della Atalanta:

Su alcune colline circostanti la città si vedono dei rari vigneti.

Ma la gente vive a Bergamo servendosi anche degli elementi dell’arredo urbano più pratici. Ecco la fermata dei bus più tipica della città:

In alcune vie strette e/o pendenti le fermate sono molto più semplici.

Vicino alla stazione ferroviaria si trova un grande parcheggio per le biciclette.

E nella «città bassa» (quella più moderna) ho notato alcune stazioni di bike sharing (simile a quello di Brescia). Nella città alta, invece, non ne ho vista nemmeno una.

Le classiche fontanelle sono spesso dotate di due vasche laterali: non so a cosa servono, ma è un po’ strano vedere quelle «orecchie».

I cestini più diffusi a Bergamo sono belli, comodi, dotati di un posacenere e molto presenti in tutta la città (sia Alta che Bassa).

Infine mostro l’opera di un cretino che non mi sarei mai aspettato di incontrare in Europa. Mosca è piena di segnaletica per i non vedenti posata male, mentre l’Italia mi è sempre sembrata abbastanza sviluppata per evitare queste schifezze.

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