Cosa vi ho nascosto:

Breno, 5 luglio 2014

Breno è una piccola città montana in Provincia di Brescia. Ha avuto un passato glorioso (secondo i criteri locali), mentre oggi si distingue da tante altre cittadine per la presenza sul suo territorio delle belle rovine di un castello del XIV secolo.

Speravo di trovare un castello conservato un po’ meglio (magari come quello bresciano), ma pure in queste condizioni precarie ha un suo fascino particolare.

Per puro caso sono capitato lì all’inizio del raduno internazionale degli amanti degli scooter. Nei cortili del castello erano parcheggiate, infatti, parecchie Vespe con le targhe svizzere e tedesche, mentre un trattore stava portando su un rimorchio pieno di zaini e valigie. I partecipanti, intanto, avevano già montato, qua e là, delle tende da campeggio. Cambia l’aspetto delle tende, aumentano i cavalli sotto la sella, il castello resta (quasi).

E’ nei pressi dell’entrata che possiamo farci un’idea di come erano gli accampamenti dell’epoca medioevale.

Ma torniamo ancora nel castello. Le torri rimaste ancora in piedi le ho trovate chiuse.

Questa gabbia serviva per le streghe o per i prigionieri?

Tutti i sotterranei, comprese le probabili prigioni, sono allagati.

Questo coso sembra un portacandele, ma da aspetto troppo moderno: non più vecchio della fine dell’Ottocento (si consideri pure il modo in cui è montato).

Proprio dal castello sono riuscito a fotografare il 90% della città di Breno:

Il centro storico è piccolo ma carino.

Ho trovato chiuso il Duomo locale, ma sono riuscito a entrare nella piccola e originale chiesa poco più a destra.

Se il suo portone vi è sembrato non centrato come da tradizione, avete visto bene. Io non mi ricordo di aver visto un’altra chiesa organizzata in tal modo all’interno. Ne ho viste almeno due con l’ingresso solo sul lato lungo, ma con quello parzialmente in diagonale mai.

Pare che una volta gli interni erano molto belli, ma ora ne resta ben poco.

E finalmente possiamo passare alla vita mondana contemporanea di Breno! I commercianti locali amano le insegne con due lati diversi. Eccone un esempio:

Su tutti i numeri civici è indicato il nome della via: secondo me è comodo. Anche se nel caso specifico di Breno i cartelli sono quelli poveri tra i possibili.

E’ bello e originale, invece, un cartello avvistato nei pressi del castello.

I box delle auto nel centro storico sono poco visibili e quindi non rovinano la vista.

I contatori del gas in alcuni casi sono ancora «d’epoca».

Non so perché, ma questa statua davanti al Municipio mi era sembrata, in un primo momento, uno degli elefanti di Dalì.

I miei lettori abituali si staranno già chiedendo delle foto dei cestini e delle panchine… Giusto! L’ho sempre detto che da quegli oggetti dipendono la comodità e la bellezza degli spazi pubblici. Le panchine di Breno sono belle, originali, diffuse e uguali in tutta la città. Avete mai visto questa combinazione tra legno e metallo?

L’unico cestino originale meritevole di attenzione è stato invece trovato in uno dei cortili del castello.

La forma dei parcheggi per le bici alla stazione ferroviaria sembra molto pratica.

Ed i prezzi dei parcheggi per le auto sono più che umani (confrontiamoli con quelli milanesi):

Per la prima volta ho visto una casella postale pubblica provvista di un cornicione (non so nemmeno se il termine è appropriato). La mia domanda è: a cosa serve?

Un’altra domanda, ancora più difficile: perché dopo le 13:30 non c’è un posto per magiare in tutta Breno? Preciso però che di regola evito i piccoli bar sospetti e i locali che non espongono i prezzi. Beh, almeno possiamo congratularci con gli studenti del posto.

La stazione ferroviaria di Breno è piccola ma ben curata. Non so quanto sia corretto definirla bella.

Sempre alla stazione di Breno ho trovato un attrezzo mai visto prima. Se la mia ipotesi è corretta, serve per il trasporto dei disabili in carrozzina da una banchina all’altra (il sottopassaggio non c’è). Ma forse pure per la loro salita e discesa dai treni.

Come le altre stazioni vicine, quella di Breno è attrezzata pure di uno strumento in via d’estinzione, una volta importantissimo (anche in Stazione Centrale di Milano ne è rimasto almeno uno, ma sta in mezzo alla ragnatela dei binari, quindi la prossima volta provate a vederlo dal finestrino del treno).

Alla stazione di Breno, invece, i binari sono appena tre. Uno di essi è utilizzato dai treni diesel da e per Brescia (non ci sono quelli diretti per Milano). Proprio con questo treno possiamo anche partire, tanto a Breno non c’è più nulla da vedere.

La conclusione: se avete un pomeriggio libero e non sapete proprio come passarlo, andate a Breno. Ma non aspettatevi troppo.

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