Cosa vi ho nascosto:

Brescia, luglio 2011

Alla fine di luglio ho fatto una visita a Brescia. E ho scoperto che è una delle città più belle del Nord d’Italia.

Una buona parte delle città che visito comincia dalla stazione ferroviaria. La città di Brescia comincia da una stazione ferroviaria che vuole sembrare (e ci riesce) un castello finto. I lampioni piantati di fronte ad essa sembrano, anche loro con successo, delle vecchie bilance girate al contrario.

L’unica cosa interessante che troviamo all’interno della stazione è il bagno tipicamente italiano: a pagamento. Non ho ancora incontrato almeno un turista straniero che non abbia deriso questa tassa italica. Comunque, a Brescia basta aspettare un minuto l’uscita di qualcuno per approfittare della porta aperta…

Ma passiamo alle cose più belle, andiamo subito in centro. Ogni esploratore deve ricordare che le cose belle si trovano in centro, mentre quelle interssanti – nei dintorni. Le pereferie, invece, sono tutte grige e uguali. La piazza centrale di Brescia si presenta come un complesso archittettonico molto bilanciato.

La grande particolarità del centro bresciano: sulla piazza centrale non c’è il Duomo. In compenso c’è un enorme palazzo del comune difficile da inquadrare bene (quello bianco a sinistra).

Costruito nel XVI secolo da tre architetti diversi, il palazzo del comune ha un sacco di dettagli interssanti.

In realtà il centro storico cittadino è un grande (e bellissimo) miscuglio degli stili archittetonici accumulatonosi dal Duecento in poi.

Il Duomo bresciano è bello ma non ha niente di veramente particolare. E’ invece molto interessante la chiesa che si trova alla sua destra. Se vi capita di passare da quelle parti entrate e vedetela tutta solo per capire come dovrebbero essere le chiese (sì, lo so che secondo le fonti primarie non ci dovrebbero proprio essere delle chiese in giro).

Leggermente fuori dal centro, sul colle Cidneo, si trova il castello dei Visconti del XIII secolo. Dal punto in cui mi è diventato finalmente visibile sembrava un piccolo bastione.

In realtà è un castello bello e grande, conservato in uno stato molto vicino a quello originale. Al suo interno ci sono dei parchi su più livelli con tanto verde e due musei. Si può salire su alcuni torri e vedere dall’alto tutta la città.

Per arrivare al castello io consiglierei i sentieri più piccoli sul lato destro del colle, ai quali si arriva seguendo le pubblicità delle tipografie. In quel caso potrete vedere dei paesaggi interessanti.

Vicino al castello si trova un piccolo osservatorio aperto tre sere a settimana. Non avendo potuto entrare non sono in grado di dirvi quanto sia interessante.

OK, ora che mi sono stancato di elencare le bellezze locali possiamo scendere in città a vedere le cose veramente interessanti. Cominciamo dalle vie delle quali è difficile accorgersi.

Mi sono accorto subito, invece, che in città si presta veramente tanta attenzione al design. Le fermate dei mezzi pubblici lo dimostrano:

Gli unici mezzi, per ora, sono i bus con i colori standard.

Il «bike sharing» locale funziona 24 ore su 24. A differenza di Milano, dove non si può prendere una bici durante la pausa notturna dei mezzi pubblici. Quindi è evidente che l’assessore al Trasporto bresciano è dotato di cervello.

Per le biciclette private in tutta la città sono installate le rastrelliere che a me sembrano un po’ troppo ingombranti. Saranno difficili da rompere…

I postini bresciani girano con le macchine elettriche a due posti e dicono di esserne molto soddisfatti.

I semafori sono spesso dotati del sistema count-down per tutti i tre colori: una cosa molto comoda.

Le macchinette per il pagamento dei parcheggi sono sempre dipinte con tre colori.

Tra le numerose versioni dei cestini io ne evidenzerei due. I cestini del primo tipo sono identici a quelli visti a Sesto San Giovanni (MI).

L’unica differenza è il posacenere minuscolo in alto.

I cestini del secondo tipo sono uguali a quelli di MantovaCinisello Balsamo (MI).

Tutta la città è piena di videocamere di vario tipo. Magari aiutano anche alla polizia, ma vederle a ogni angolo della città è un po’ angosciante.

La globalizzazione e l’unificazione totale si manifestano nella diffusione dei cestini uguali, mentre i lampioni sono ancora diversi da città a città. A Brescia mi è piaciuto tantissimo quello che assomiglia ad una vecchia lampada a petrolio.

E poi uno di quelli vecchi che una volta andavano a gas e quindi dovevano essere accesi e spenti uno a uno. Poi sono stati convertiti all’elettricità, ma gli sportelli si vedono ancora.

Ma il vero punto forte dei designer bresciani sta nei coperchi dei tombini. Alcuni di questi sono addiritura brevettati.

Avete mai visto un tombino dell’acqua potabile così bello?

Ai bresciani i tombini piacciono talmente tanto che li utilizzano anche al posto dei classici ceppi rossi per gli idranti.

Beh, direi che a questo punto posso concludere. E lo facio dicendo che la città di Brescia merita di essere vista e studiata per un sacco di motivi: storia, archittettura, design, verde…

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