Cosa vi ho nascosto:

Broni, 7 dicembre 2012

La decisione di visitare una località piccola porta diversi vantaggi all’esploratore. Per esempio, è possibile vederne più di una nell’arco della stessa giornata e riuscire, quindi, a studiare meglio le caratteristiche di un territorio più grande di una città. Così avevo fatto il 7 dicembre 2012, visitando Stradella e la vicina Broni. Ed è di quest’ultima che scrivo ora.
Appena sceso dal treno, sono rimasto sorpreso dalla stazione ferroviaria che conserva ancora lo stile degli anni ’70 (o forse più datato?).

Per una località di quelle dimensioni (appena 9500 abitanti) il centro storico bronese potrebbe essere definito grande, quasi sproporzionato nei confronti del resto del paese. A tratti è bello e ben curato, ad altri tratti è apparentemente fatiscente ma comunque bello. Ammetto di non aver trovato la stessa decadenza della vicina Stradella.

La foto seguente rappresenta uno dei pochi modi possibili di inquadrare l’intera Basilica Maggiore dalla strada. Solo in fase di preparazione del presente reportage ho scoperto di aver scattato una foto quasi identica a quella di Wikipedia (non la consulto mai prima di un determinato viaggio).

Gli interni della Basilica sono talmente belli che li indicherei come l’unica attrazione valida per un turista tradizionalista. Ma io, come saprete già, non pubblico quasi mai le foto turistiche. In più, stava per arrivare un funerale, quindi andavo quasi di corsa. Vi faccio vedere solo una piccola parte del bel presepe. Spero che lo facciano tutti gli anni: così posso consigliare a tutti di vederlo.

Mentre in centro è da vedere uno spettacolo altrettanto tipico: una santa protegge il negozio della azienda agricola locale.

Ma i cittadini, credenti e non, sono uguali davanti alle porte del comune con le scritte come queste:

Dato che abbiamo toccato l’argomento delle insegne, vi confesso una cosa particolare: è la prima volta che incontro la parola «zonale». O, probabilmente, è la prima volta che ci faccio caso.

Ma smettiamola di confondere il sacro e il profano e andiamo avanti…

In giro per Broni ho notato diversi cantieri diretti al recupero dei palazzi vecchi.

Il risultato è, a volte, un po’ scioccante. Beh, penso che l’ideatore di questo balcone sia già stato fucilato.

L’immobile più bello e curato di tutta Broni si è rivelato una Casa di cura per gli anziani. Mentre a prima vista mi era sembrato un hotel a 5 stelle o uno casinò.

A questo punto è importante far notare che i marciapiedi di Broni sono attrezzati per i disabili che si spostano da soli in carrozzina. Avevo addirittura pensato di suggerire lidea a Maran, ma poi mi ero ricordato dello stato in cui si trova il 90% dei marciapiedi milanesi e avevo capito che non costituiscono una priorità per il Comune.

Un’altra cosa bella vista a Broni: agli incroci i marciapiedi spesso sono protetti nel seguente modo.

Ah, avete notato che soluzione originale: la sigaretta si spegne e si butta direttamente nel cestino, quindi l’operatore deve solo cambiare i sacchetti pieni. E’ un tipo di cestino nuovo nella mia collezione.

Tutti gli altri cestini di Broni, anche quando originali, vengono mascherati con dei sacchi di plastica enormi.

Le panchine tipiche di Broni:

Una sedia in cemento armato vicino a un ingresso privato:

E, per concludere, il parcheggio per le bici accanto alla stazione FS. Purtroppo era vuoto e con il cancello aperto, quindi non saprei dirvi alcunché sulle sue popolarità e sicurezza. L’idea, comunque, è giusta.

E così ho finito anche per questa volta. Se passate lì in zona, fateci un giro. Se, invece, per qualche motivo non potete farlo, non vi disperate troppo.

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