Cosa vi ho nascosto:

Casalmaggiore, 24 dicembre 2016

Il mio impegno nello studio delle piccole località italiane viene raramente ripagato dalla Fortuna. Però a volte capita. Il 24 dicembre 2016, sbarcando in una esesima località scelta a caso – Casalmaggiore, appunto – mi sono subito reso conto di essere finalmente stato fortunato. Sin dai primi passi ho visto una città veramente bella (anche se piccola: poco più di quindici mila abitanti).
La grande particolarità della piazza centrale di Casalmaggiore è l’assenza delle chiese. In compenso è presente l’edificio del Comune stilisticamente simile a quello di Piacenza.

Il Duomo di Casalmaggiore del 1861 è realizzato in stile neoclassico e ha alcune particolarità interessanti. Prima di tutto, le sue mura non hanno l’intonaco e allo stesso tempo non sono realizzate in mattoni grezzi.

Inoltre, il profilo delle colonne e le finestre non sono proprio tipici di una chiesa italiana.

L’unica altra chiesa di Casalmaggiore che mi è sembrata tanto interessante da meritare la vostra attenzione si trova fuori città, in mezzo ai campi, ed era chiusa al momento del mio passaggio.

Sulla piazza centrale della città ho però trovato un presepe bellissimo nella sua semplicità.

Questo edificio, visto da lontano, mi era sembrato una moschea. Lo studio ravvicinato lo ha invece fatto sembrare un normale palazzo residenziale: sul citofono c’erano solo dei nomi italiani, l’entrata aveva gli addobi natalizi.

Le vecchie generazioni porteranno in cielo le loro favole religiose. Le nuove generazioni hanno dei propri miti.

Il Tempio della Cultura – il teatro comunale della fine del XVIII secolo – sembra essere operativo e in uno stato buono. Meno male.

L’architettura civile è complessivamente bella. In un caso ho pure trovato una chiesa sconsacrata convertita agli scopi civili: un esempio per ora rarissimo per l’Italia.

Naturalmente, è più facile trovare dei buoni esempi della architettura in centro. Ma pure nella pereferia di Casalmaggiore si trovano delle intere zone di alto valore. Una di queste zone, per esempio, mi è sembrata realizzata in stile inglese.

Capitano però delle scelte architettoniche abbastanza strane. Questo terrazzo, per esempio, non ha alcuna entrata visibile tranne la finestra della palazzina rosa. Eppure sembra utilizzato regolarmente.

Ovviamente non mancano gli edifici abbandonati (o quasi) che spesso meriterebbero di essere recuperati.

L’architettura militare di Casalmaggiore è rappresentata da un unico Torrione: conservato presumibilmente bene ma circondato da edifici di vario genere. Quindi non può essere studiato in dettaglio.

Tra i monumenti artistici di Casalmaggiore merita una particolare attenzione la fontana – costruita nell’aprile del 2002 – che evoca «il fiume e la terra padana». In questo contesto il cartello «acqua non potabile» assume anche esso un valore altamente simbolico.

Non sono trascurbili nemmeno le attività commerciali locali. Alcune di esse hanno delle insegne monumentali gigantesche.

Alcune altre attività, come questa pesaia, sono state convertite senza però una particolare incisione sul loro aspetto storico.

Questo, invece, in un primo momento mi era sembrato un campo di allenamento di una scuolaguida. E invece è una pista per i kart.

In alcuni punti del lungfiume, ma non nel resto della città, sono installati dei cartelli con l’indicazione dei punti di svago.

Avevo sperato che questa mappa fosse un po’ più utile dal punto di vista etnografico/turistico, ma è solo l’elenco dei ristoranti della provincia di Cremona (nella quale si trova anche Casalmaggiore).

La grande stazione delle barche sul Po appare operativa nonostante il suo aspetto estetico generale.

Di barche però se ne vedono pochissime nonostante il tempo quasi primaverile. Tutti i proprietari saranno a casa bloccati dal Grande Mostro Natalizio.

Sulle scale che portano verso l’acqua del fiume sono riportati un metro e le massime storiche dello straripamento del Po.

Questa strana installazione metallica che sembra una nave legata da un potente sistema di antifurto ha una funzionalità a me sconosciuta… Ma, considerando che dall’altra parte del terrapieno (che protegge la città) si trova l’ingresso dell’acquedotto civico, suppongo che sia un sistema di prelievo dell’acqua.

Il modello di panchine più diffuso a Casalmaggiore non ha alcunché di interessante…

… tranne il fatto che spesso viene installato in luoghi un po’ strani.

Esistono anche altri modelli ma molto meno diffusi e spesso parecchio strani.

Questo fine dicembre è stato particolarmente caldo (quindi le panchine potevano essere testate con serenità) ma la temperatura esatta mi è rimasta sconosciuta. Il bellissimo termometro antico sulla facciata del Municipio ha il contenitore di vetro tanto sporco da non essere più trasparente.

Il parcheggio per le biciclette accanto alla stazione ferroviaria ha l’aspetto originale e la funzionalità bassa (il telaio può essere legato solo a uno dei quattro pali).

I cestini di Casalmaggiore sono di un aspetto curioso e spesso attrezzati con i posacenere: respect!

È la prima volta che vedo un nido artificiale così elaborato.

La stazione ferroviaria di Casalmaggiore ha una struttura tipica alle altre stazioni delle piccole località lombarde. Inizio a pensare che la rete dei depositi-merci ottocenteschi non più utilizzati potrebbe essere in qualche modo sfruttata economicamente. Per esempio, essere trasformata in una rete di mini-ostelli (la posizione è sempre vantaggiosa!).

La grande particolarità positiva della stazione di Casalmaggiore è l’amore che nutrono i suoi dirigenti verso la storia materiale italiana. Infatti, proprio lì ho trovato due esemplari di manichetta per l’acqua per le locomotive conservati molto meglio di quello visto a Breno. Prima di tutto, notate che sono integri i relativi lampioni e i pozzi.

Inoltre, si vedono benissimo la catena con il cui aiuto si girava la canna, il manico rigido che serviva per fissare la canna girevole in una delle quattro possibili posizioni (bisognava incastrare il manico in due rientranze una volta raggiunta la loro corrispondenza verticale) e la valvola per l’apertura e la chiusura dell’acqua. L’anno di installazione: 1907 (formalmente le Ferrovie dello Stato italiane nacquero nel 1905 in seguito alla statalizzazione di numerose ferrovie italiane).

Beh, per oggi è tutto. Casalmaggiore è una città aperta, quindi andate pure a vederla.

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