Cosa vi ho nascosto:

Cremona, marzo 2011

Cremona è una città aperta, quindi andiamo a esplorarla.

Una esplorazione benfatta di una città nuova deve cominciare dalla stazione ferroviaria perché questa è la faccia ufficiale con la quale ogni città accoglie gli ospiti. La stazione di Cremona appare grande da fuori ma ha soltanto tre binari per i passeggeri.

Dentro l’edificio è di una bellezza extraterrestre. Anzi, è la persona che cerca di fotografarla ad essere considerata extraterrestre.

Penso che abbiano restrutturato di recente…

Farei un monumento al geometra (o qualsiasi altro professionista responsabile dei lavori) che ha deciso di conservare un interessantissimo dettaglio storico: le lavagne sulle quali una volta venivano scritti con il gesso gli orari.

In bellezza architettonica la stazione è superata solo dalla piazza centrale, dove si trova il Duomo di dimensioni forse sproporzionate per una città relativamente piccola. Ma molto bello.

Secondo una leggenda locale Cremona è stata fondata da Ercole. Dopo averla raccontata gli stessi cremonesi ammettono: son tutte balle.

Di vero c’è, per esempio, una storia di senso opposto: è la città ad aver fondato una bella tradizione di liutai. Il più famoso è stato (secondo me) Antonio Stradivari.

Mentre alcune zone commerciali della città sono piene di violini stilizzati, il monumento della foto precedente è nascosto sotto i portici della baracca dentro la quale si trovano gli uffici del comune.

Ma i palazzi più belli sono sparsi in giro, nascosti nei posti più strani.

Dato che l’architettura di tutte le città lombarde ha delle caratteristiche tipiche, comuni a tutte le vecchie città, è interessante trovare i dettagli distintivi del luogo. Per esempio: i cestini per la spazzatura assomigliano tantissimo a quelli milanesi di nuova generazione. E’ evidente che il posacenere non era inzialmente previsto ed è stato aggiunto in seguito (una vittoria della ragione).

Faccio notare che i vasi delle piante vengono decorati allo stesso modo. Mentre le ringhiere per le bici sono belle ma piccole: solo 4 posti.

Le panchine sono uguali a quelle dei parchi milanesi.

Ma ho trovato anche un modello migliorato (molto raro):

Quello che non sono riuscito a trovare è la metropolitana cremonese: sarà nascosta a una profondità molto grande… I mezzi di terra, invece, si vedono. E dai colori sembra che siano arrivati da Milano:

Alcune zone del centro sono piene di trappole per i ciclisti.

Le fognature delle acque piovane non devono essere delle trappole per le ruote! Per fortuna in tante zone di Cremona hanno già corretto l’errore:

I cestini del centro storico non sono bellissimi, ma grandi e facilmente svuotabili. I posacenere, purtroppo, sono minuscoli.

Nelle zone semicentrali vi sono tantissimi cestini supertecnologici. Non avrei mai pensato di trovare una cosa del genere al di fuori dai confini russi…

Per la prima volta nella mia vita ho visto una casella postale «di servizio». Non riesco proprio a immaginare a cosa possa servire. Mi consola il fatto che i miei nipoti non sapranno a cosa servono quelle normali.

Beh, i particolari cremonesi finiscono qui. Se mi sono perso qualcosa segnalatemelo! Io, intanto, ho seguito l’indicazione di Garibaldi e mi sono avviato verso Milano.

P.S. Dimenticavo: la città di Cremona è carina, se siete al Nord e avete un pomeriggio libero, visitatela.

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