Cosa vi ho nascosto:

Finale Ligure, 13 luglio 2014

Passato quasi un anno dalla mia prima visita a Finale Ligure, ero tornato per altri due giorni in quella città. Quindi avevo avuto la possibilità di studiare i piccoli particolari sfuggiti al mio occhio la volta scorsa.
Il Finalborgo (la parte più vecchia del centro) è sempre un posto bello dentro…

…e fuori, dove è circondato dalle antiche mura del XV secolo.

Non solo nel borgo, ma in tutta la città di Finale Ligure sono tantissimi i palazzi dipinti in modo da sembrare dotati del rilievo. Trovo un po’ strana questa tradizione.

Le più interessanti grotte delle montagne circostanti la città sono recintate, quindi non ci resta che cercare di vedere qualcosa da una distanza di 30 metri.

Non ho ancora capito a cosa serve questo sostegno…

I posacenere urbani sono quasi tutti appartenenti ai bar e ristoranti (per fortuna numerosi), come se il Comune non fosse interessato alla pulizia delle strade.

Nel Finalborgo si trova uno dei migliori posti per mangiare che mi siano mai capitati in Italia. Si chiama Osteria «Ai Quattru Canti», l’indirizzo è via Torcelli 22. La consiglio a tutti. I prezzi sono normali. Il locale, però, è piccolo, quindi conviene prenotare con almeno qualche ora di anticipo.

Considerata la grande concorrenza tra i bar locali, è ovvio che ogni gestore è costretto a inventarsi qualche cosa per attirare l’attenzione dei passanti occasionali. La mia attenzione è stata attirata da questo «effetto vento» sui tavolini.

Un altro locale si è fatto fare una delle panchine più belle che io abbia mai visto. Comprerei un furgone solo per andare a rubarla.

Di fronte alla stazione ferroviaria di Finale Ligure è stato installato un distributore automatico/digitale delle informazioni sugli alberghi cittadini. Ed è pure possibile vedere le foto sullo schermo e fare una prenotazione. Una cosa del genere per ora l’ho vista solo a  Sirmione del Garda.

All’interno della stazione FS sono installate delle timbratrici belle e moderne. In Lombardia non mi sono mai capitate. E nel resto dell’Italia quanto sono diffuse?

Sempre per la prima volta ho visto una colonnina d’acqua pubblica (nome tecnico?) così pratica: è dotata di una struttura per appoggiare i contenitori. Perché non sono ancora tutte così?

Lo scarico dell’acqua piovana adottato nel borgo non è invece da imitare nelle località più moderne.

Nel borgo è presente un locale interessante: una lavanderia self-service che allo stesso tempo è un internet-point. Meriterebbe la nostra attenzione per la sola combinazione dei due servizi (come va accontentato/sfruttato un cliente che aspetta le proprie cose?), ma ai proprietari non basta: hanno pure esposto due insegne che illustrano i servizi offerti.

Al di fuori dal borgo troviamo un parcheggio aperto della Croce Verde. (Ogni volta che vedo o sento l’espressione «croce verde» mi viene un po’ da ridere perché in URSS le ambulanze con la croce verde erano quelle per gli animali.)

Le vecchie Fiat Panda sono tra le mie macchine preferite: sembrano dei fuoristrada in miniatura. Un esemplare dipinto in questo modo lo trovo ancora più attraente.

Un trucco pubblicitario da prendere in considerazione:

Non saprei dirvi quale dei due mezzi è protetto da questo modernissimo sistema di antifurto.

Un mega-cestino non notato la volta scorsa:

Insomma, a ogni visita c’è un sacco di cose da scoprire a Finale Ligure. Tra un po’ di tempo, magari qualche anno, non mi dispiacerebbe tornarci di nuovo. Ci sono pure degli immobili in vendita… Ma no, io preferisco le grandi città.

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