Cosa vi ho nascosto:

Mandello del Lario, 23 luglio 2016

Se qualcuno avesse deciso e riuscito di farmi vedere, di tutto il Mandello del Lario (in provincia di Lecco), solo il suo bel lungolago, io avrei pensato che fosse solo un ennesimo paese turistico perfettino del Nord d’Italia.

La fermata ottocentesca del traghetto da una parte confermerebbe la rilevanza turistica del posto e dall’altra testimonia una buona cultura storica della amministrazione locale.

L’architettura del centro storico è però un po’ monotona e senza tratti distintivi particolari.

Di conseguenza, appaiono belli e originali alcuni di quei palazzi che passerebbero inosservati nella maggior parte di altre località italiane.

Come al solito, sono le grandi vecchie ville private a salvare l’immagine del paese.

Mentre in pieno centro bisogna accontentarsi dei piccoli vicoli abbandonati alla loro vita naturale: solo essa li rende interessanti.

L’architettura religiosa di Mandello è abbastanza ricca e di qualità. Quella della foto, per esempio, è la Cappella dei Morti.

La chiesa arcipretale del XVII secolo merita di essere studiata attentamente dentro.

Lo stesso vale per il Santuario della Beata Vergine del Fiume.

La chiesa di San Giorgio del XIII secolo (?), oltre ad essere costruita nel mio stile preferito, fa pure miracoli. Io, un semplice fumatore ateo, dopo avere fatto una salita non brevissima e di inclinazione media di 45° sotto il sole battente per scoprire la chiesa nascosta nei ponteggi, ho nominato il Signore per sole 13 volte, la Madonna per sole 7 volte e una donna poco seria per sole 3 volte. È un miracolo, è una prova della…

Certo, c’è ancora da lavorare sul contesto nel quale avevo nominato i personaggi mitologici di cui sopra. Ne avevo riflettuto a lungo osservando questa vista del lago che si era aperta a me da una piazzola poco distante.

Le cappelle con le immagini della Via Crucis, costruite attorno alla piazzetta del Santuario, mi hanno inizialmente fatto pensare a un cimitero non recintato in mezzo alla città. Per evitare che anche a voi vengano delle allucinazioni simili, smetto con gli edifici religiosi.

Girando per Mandello, mi sono chiesto sul perché di una massiccia presenza della simbologia di Moto Guzzi nei luoghi pubblici…

… poi mi sono stupito per la bellezza del monumento a Carlo Guzzi, il fondatore della famosa azienda…

… e finalmente ho capito: la Moto Guzzi ha la sede proprio a Mandello del Lario dai tempi della sua fondazione. I suoi stabilimenti produttivi sono ancora lì.

Ma il paese vive non solo della industria motociclistica. Ecco una foto scattata nel pieno centro:

Il paese è ben adatto non solo agli lavoratori onesti, ma pure ai loro bambini. Infatti, vicino al lago si trova un grande parco con tanto verde e tante aree per giocare e praticare lo sport.

Sempre nel parco è presente anche una notevole quantità di monumenti interessanti, ma non ho potuto fotografarli tutti: sull’erba nelle loro vicinanze erano stese delle signore poco vestite e poco in forma.

In generale il paese è ben attrezzato per la vita e la socializzazione: per esempio, le panchine sono tante, varie e ben distribuite.

Oltre al già menzionato parco, sono presenti anche altre zone verdi minori ben tenute.

Ho apprezzato anche la grande quantità di cestini originali e funzionali (nelle piccole località spesso scarseggiano, come pure le panchine).

Purtroppo questo non salva Mandello dai topi che passeggiano tranquillamente per le strade. Alcuni sono addirittura bianchi!

Ma la gente non abbandona i tentativi di abbellire gli spazi comuni.

Negli anni ’50 del secolo scorso gli abitanti si sono pure attrezzati di un cannone genovese per sparare le barche che «sgasano» di notte.

Un fabbro sabotatore ha pensato di scaricare l’acqua piovana sul muro inclinato di una palazzina, ma gli inquilini lo hanno corretto con dei semplici materiali trovati in casa.

Le Poste Italiane hanno contribuito alla bellezza del paese mantenendo attiva una casella postale di un modello che non mi è mai capitato di incontrare prima. Gli aborigeni della penisola possono provare a ricordarsi se una volta tutte le caselle furono fatte in questo modo.

Io, intanto, ipotizzo che Mandello del Lario è un paese con un livello di criminalità bassissimo: quale ladro andrebbe spaventato con il ritratto di un cane così simpatico?

La bella stazione ferroviaria di Mandello merita uno studio approfondito a parte.

La stazione in questione è stata attivata nel 1892 e si trova, dal punto di vista storico, in un ottimo stato. Direi che dopo alcuni interventi minimi di pulizia può diventare il set di qualche film storico… Io, intanto, mi chiedo: perché gli umani non sono più capaci di produrre gli oggetti così belli?

Conclusione: Mandello del Lario non è un caso disperato.

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