Cosa vi ho nascosto:

Mantova, 3 ottobre 2009

Mantova non è male come città. Chi non ci è mai stato deve assolutamente andarci. Io vi racconterei la mia visita in quella città.
Potrei raccontarvi del suo bellissimo centro storico.

Oppure del castello che ha ancora il fossato pieno d’acqua.

Oppure dei laghi pieni di pesci e, di conseguenza, sorvolati dai gabbiani.

Ma a qualcuno interessa tutto questo? Naturalmente no.
Perchè a Mantova vi sono delle cose molto più interessanti.
Proprio a Mantova è stata inventata una nuova regola della grammatica italiana, secondo la quale tra l’apostrofo e la parola seguente si lascia uno spazio.

Sulla stessa via, però, quella scritta è controbilanciata da una insegna piuttosto carina.

A un certo punto ho notato un oggetto che si avvicina, come nessun altro dei suoi parenti che io abbia mai incotrato, alla mia concezione del posacenere perfetto.

I ceppi automatici che bloccano temporaneamente l’accesso alle auto lampeggiano con delle lucine rosse. Col cazzo che ci vai contro.

Alcuni tombini per lo scarico dell’acqua piovana impressionano per la propria funzionalità.

Sulla riva del lago si incontrano degli UNO: Oggetti Naviganti (?) Sconosciuti.

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