Cosa vi ho nascosto:

Palazzolo sull’Oglio, 24 aprile 2017

Palazzolo sull’Oglio (in provincia di Brescia) che si trova a metà strada tra Brescia e Bergamo è una cittadina anomala – o, se preferite, fortunata – perché il 100% delle sue attrazioni turistiche tradizionali è stato accuratamente descritto sulla Wikipedia. Beh, descriverle tutte in un articolo di media lunghezza non è, effettivamente, una missione impossibile. Per fortuna io nei miei racconti vado oltre e non mi limito a adeguare la mia visione della vita ai fatti abbelliti dalle guide turistiche.
La Torre del Popolo, costruita tra il 1813 e il 1838, con i suoi 91 metri d’altezza sarebbe la torre rotonda più alta d’Italia. Il popolo (compreso il suo sottoinsieme turistico) non può entrarci per studiare la torre da dentro o contemplare la città dall’alto. Nonostante il grande rammarico, ho trovato le forze morali per formulare un saggio consiglio ai sindaci italiani. Sindaci! Promuovete la costruzione delle torri triangolari (anche di pochi metri d’altezza) per dare alle località da voi dirette la fama di livello planetario. L’aspetto estetico, come potete vedere, non è fondamentale.

Un’altra costruzione storica vendibile ai turisti è il ponte romano del IV secolo. Non sono stato io a inclinare l’orizzonte. Furono i costruttori ad avere poche pietre a disposizione (il ponte è venuto un po’ troppo massiccio, ma alcune barche riescono comunque a passarci sotto).

Un altro ponte, stilisticamente completamente diverso (ed esclusivamente pedonale), si trova a poche decine di metri dal primo. È piuttosto strano vederli insieme.

Sul lungofiume in centro è presente una certa quantità di balconi antichi leggermente inclinati (probabilmente a causa dell’età) verso l’acqua. Solo pochi anni fa ho scoperto che il recinto «panzuto» dei balconi serviva per permettere alle signore con le gonne voluminose (quelle di moda nel ’700 e nell’800) di avvicinarsi al corrimano posizionato sopra la ringhiera.

Gli accessi diretti all’acqua non sono molti…

Ma oltre ad essere costruiti bene, spesso sono anche abbelliti dagli artisti moderni.

Il terzo dei ponti presenti in città è moderno, ma comunque meritevole di attenzione.

Per rendere completo l’elenco dei luoghi interessanti presenti lungo il fiume Oglio, bisogna menzionare anche il posto di ormeggio delle barche private che si trova quasi in centro. È organizzato in un modo semplicissimo ma bello e ha l’entrata incustodita.

A cosa serviranno, invece, queste rapide artificiali del fiume?

Servono alla centrale idroelettrica locale gestita da Italgen S.p.A. che pubblicizza la propria attività in questo modo:

Tornando alla architettura di Palazzolo sull’Oglio devo constatare che gli esempi più interessanti non sono di destinazione civile.

Stranamente gli esempi più interessanti non sono nemmeno di destinazione religiosa. La Porta di Mura (quell’edificio giallo che sembra la parte di una fabbrica) del XI secolo è l’unica rimasta della cerchia muraria medioevale di Palazzolo.

La piccola e interessante Rocca Magna (Rocha Magna), costruita tra il IX e il XII secolo, non è al massimo della conservazione ma ha un fascino particolare perché sembra semi-distrutta da un assedio relativamente recente: non ci sono più i cadaveri dei difensori, ma non è ancora stata messa completamente in ordine. Ho letto che i suoi passaggi sotterranei sono tuttora percorribili (e ci sarei andato a Palazzolo solo per poterli percorrere) ma – una cosa tipicamente italiana – erano chiusi a chiave e sprovvisti di un orario per le visite.

All’interno della rocca sono presenti due edifici d’epoca ristrutturati in un modo un po’ approssimativo.

La rocca è abitata solo da alcuni animali (un po’ anomali).

Sulla pianta della rocca si vedono bene tre delle quattro torri (sul lato del fiume) e, sulla curva del muro, la famosa «torre rotonda più alta d’Italia» di cui sopra.

Come ho già scritto, gli amministratori tirchi ci hanno privati della possibilità di contemplare Palazzolo sull’Oglio dalla altezza di 91 metri (o quasi). Dunque dobbiamo accontentarci della vista che si apre dall’ingresso della rocca. Quella dietro al campanile a destra sembra la torre di un altro castello…

La Torre rotonda di Mura (alta 25 metri e larga 10), costruita tra il VIII e il IX secolo fino alla fine del XII secolo fece parte di un complesso fortificato posseduto dai nemici di coloro che stettero nella rocca di cui sopra. Il suo unico ingresso originale si trova, secondo la Wikipedia, a una altezza di 13 metri. Guardate la foto: dando per corretta l’altezza della torre, possiamo logicamente supporre che la porta si trovi a una altezza superiore ai 13 metri… All’inizio del XX secolo la torre rischiò di essere abbattuta, ma poi fu salvata e trasformata in un serbatoio dell’acquedotto. Solo alla fine degli anni ’90 la torre è stata recuperata, ristrutturata e «aperta al pubblico». L’apertura al pubblico, nella lingua palazzolese, consiste nella installazione di una robusta porta di metallo (ovviamente chiusa a chiave) a una altezza più accessibile agli esseri umani.

Accanto a molti edifici storici di Palazzolo sull’Oglio sono installate delle targhe metalliche con l’aiuto delle quali la sezione locale di Lions Club pubblicizza i propri problemi con la grammatica.

La vecchia architettura civile di Palazzolo è veramente poco interessante…

Non ho avuto la possibilità di studiare con attenzione gli interni delle chiese locali. L’unica eccezione è stata la Chiesetta dei morti del russ: nella sua semplicità è abbastanza interessante.

Ah, no – ci sono anche le «Tre Ville». La migliore, secondo me, è quella che sembra la «meno italiana». E ha un grande pregio: una notevole parte del terreno circondante è lasciata alle erbe e ai fiori di campo di grande varietà. Se volete (ri)scoprire che ogni fiore ha realmente un proprio odore, andate a Palazzolo sull’Oglio (ovviamente in primavera/estate). I fiori venduti dai fiorai italiani sembrano di plastica nei confronti di quelli che vi ho appena consigliato.

Questi dovrebbero essere i resti di una serra (bella!) che ora viene utilizzata per lo stoccaggio del fieno e di alcuni oggetti inutili di vario genere.

Perché gli stand del genere si trovano solo nelle piccole città? Per me sono utilissimi.

Per me sono utili anche i cartelli stradali come questo. Poco chiara è invece l’utilità della sezione con i QR-code: non si capisce come utilizzarli e dove potrebbero portare il mio povero telefono ingenuo.

È molto meglio contemplare i murales d’epoca.

Uno dei miei monumenti moderni preferiti è ora la mega-molletta trovata nel parco del lungofiume. Ma anche nelle altre aree pubbliche di Palazzolo sull’Oglio si trovano delle opere artistiche degne di attenzione.

La stazione ferroviaria locale potrebbe invece chiedere e ottenere lo status di un museo ferroviario: ho trovato alcuni esemplari veramente curiosi sui binari di riserva. La bicicletta ferroviaria è ora uno dei miei sogni.

Torniamo ancora per un po’ all’arte moderna: sopra una delle vie erano appesi, al posto dei soliti ombrelli, i pesci di carta. Il vento produce un effetto simpatico.


Ma ricordiamoci che l’arte moderna non è sempre facilmente comprensibile.

A certe opere preferisco l’utilità. Qualche privato ha generosamente appeso un piccolo lampione sul muro esterno della propria abitazione.

Le panchine (installate dal Comune) sono diffuse solo in alcune zone e non sono fenomenali dal punto di vista estetico.

I cestini locali sono di modelli vari e spesso dotati dei posacenere. Il secondo punto è una ottima testimonianza della serietà della amministrazione locale: fanno il possibile per minimizzare la quantità dei mozziconi per terra.

Per la prima volta ho visto un contenitore per l’olio vegetale da buttare posizionato in mezzo alla strada come se fosse un semplice cestino.

È così che vanno rifatte le strade:

Ma bisogna pensare bene anche al risultato finale. Quasi in centro ho trovato una stretta via pedonale, fatta a gradini, che a un certo punto si trasforma – inutilmente – in via attrezzata per le auto.

Alcuni vecchi cartelli in marmo vengono inspiegabilmente doppiati con quelli brutti moderni.

La fontanella dell’acqua pubblica nel parco ha un regolamento lungo e strano in alcuni suoi punti. Per esempio, è vietato utilizzare l’acqua prelevata per il lavaggio delle auto o per i giochi… Inoltre, la fontanella ha gli orari (di notte dorme) e il calendario (da marzo a novembre) di funzionamento. La mia prima domanda è stata: chi e come controlla? Poi mi sono ricordato di quelle leggi americane che vietano di portare a spasso i coccodrilli o utilizzare i clacson delle auto altrui. E ho capito che ai palazzolesi poteva andare peggio.

Insomma, Palazzolo sull’Oglio sembra una città vivibile e visitabile. Se proprio non avete un bel niente da fare in un determinato periodo della vostra unica vita…

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