Cosa vi ho nascosto:

Tirano, 18 luglio 2015

Un sabato di metà luglio 2015, non potendo ancora partire per Mosca, avevo pensato di scappare dall’eccezionale caldo milanese e rifugiarmi in qualche zona montana. E’ così che sulla mia strada è capitata la città di Tirano (in provincia di Sondrio). Come ho già fatto nella maggior parte delle città italiane visitate, ho iniziato l’esplorazione di Tirano dalla stazione ferroviaria locale (relativamente bella):

In realtà a Tirano vi sono ben due stazioni ferroviarie, una attaccata all’altra. La seconda fa da capolinea alla tratta Sankt-Moritz (Svizzera) – Tirano sulla quale viaggiano i treni della Ferrovia Retica.

Il binario stretto della Ferrovia Retica passa in mezzo alla città, quindi i treni rossi sembrano dei lunghissimi tram.

Ma, come avrete notato, non sempre hanno una corsia preferenziale vera e propria. Di conseguenza, una delle principali piazze è allo stesso tempo un passaggio a livello.

A questo punto, però, conviene passare alle attrazioni più convenzionali di Tirano. L’edificio tiranese più bello, più visibile e, probabilmente, più famoso è il Santuario della Madonna di Tirano. Dentro è molto meno spazioso di quanto potesse sembrare, ma merita di essere visto per i decori elaborati.

Di palazzi civili belli (antichi e non tanto) ce ne sono abbastanza… A due chilometri da Tirano passa il confine con la Svizzera: direi che l’influenza nella architettura è più che evidente.

A prima vista Tirano sembra una località turistica benestante: piena di ristoranti, negozi, auto con le targhe svizzere e tedesche. Ma poi pure nelle vie centrali spuntano dei palazzi abbandonati, completamente vuoti, con dei buchi che una volta erano delle finestre e con le facciate in condizioni spesso precarie.

Appena divento sufficientemente ricco mi compro una casa abbandonata di questo tipo, magari in una zona più isolata, per utilizzarla come uno studio irraggiungibile dai vari elementi di disturbo mondani.

Anche se non riesco per ora immaginare quanto possano costare la ristrutturazione e il riscaldamento invernale.

Ma i proprietari irresponsabili delle bellezze architettoniche sono capaci di abbandonare ogni genere di casa. Spero che qualcuno faccia in tempo a salvare anche questa:

In generale alcuni paesaggi urbani sono abbastanza belli.

Una delle principali comodità che ogni turista deve apprezzare in una località montana è la possibilità di individuare le cose interessanti da vedere in periferia semplicemente alzando lo sguardo.

Per la mia grande fortuna il sentiero che portava verso quella chiesa era quasi tutto all’ombra.

La chiesa (S. Perpetua, XI secolo) non è male…

… vista da vicino, appare ancora più interessante di quanto potesse sembrare se guardata da giù.

Ma purtroppo era chiusa, e io non ero riuscito a forzare la porta (una volta le cose erano prodotte per durare fino al giorno del giudizio).

Un’altra comodità delle località montane sta nella possibilità di cercare i luoghi interessanti da vedere in centro guardando dall’alto in basso.

Non solo luoghi, ma pure i fatti. Pare che uno dei settori principali dell’economia locale sia il commercio del legno.

Oltre al legno c’è un’altra risorsa abbondante a Tirano: l’acqua potabile. Questa ultima, però, è gratuita (certa gente lamentosa non ha ancora capito che l’acqua è sempre gratuita); le fontanelle presenti in quasi tutta la Tirano sono di dimensioni notevoli e mai della stessa forma.

Per tutti coloro che non si fidano delle fontanelle d’epoca, vicino alla stazione ferroviaria è stato installato un mega-distributore. Esso, però, pretende di avere delle monetine in cambio dell’acqua.

Dopo essersi dissetati, i turisti e gli esploratori possono riposare su una panchina: ce ne sono talmente tante che mi è sembrato di non essere in Italia (ma poi mi sono ricordato di essere in una zona di confine). Il modello più diffuso è fatto interamente in legno:

Il modello più comodo è stato invece avvistato in una delle piazze del centro. Gli esemplari dei quali posso testimoniare, però, sono conservati non proprio bene.

I cestini più diffusi a Tirano:

I cestini meno diffusi a Tirano:

L’unico cestino con il posacenere che ho trovato in tutta la Tirano sta sulla piazza davanti alle stazioni ferroviarie. (Cari amministratori delle città italiane! Anche se i vostri cittadini sono ordinati come gli svizzeri, non inducete gli altri a buttare i mozziconi per terra o spegnerli con gli oggetti di arredo urbano.)

Per la gente che ha uno stile di vita più sano, esiste un sistema locale di bike-sharing (anche se nella vita reale c’è chi riesce a conciliare il fumo con l’uso di una bicicletta). Purtroppo, però, non ho visto in giro nemmeno una bici appartenente al «Tirano in bici».

Saranno state tutte rubate da questa Scuola [mobile] di Mountain Bike…

Il picchio appeso a un cancello privato è stranamente solo di natura decorativa. Sarebbe molto più bello vedere l’idea realizzata al 100%, se quella scultura funzionasse da batacchio.

Dimenticavo: la stazione ferroviaria di Tirano è, secondo le mie indagini, priva del WC (di solito c’è, ma è a pagamento o chiuso a chiave). In città, però, ho casualmente trovato una toilette antica: era aperta e, sorprendentemente, relativamente pulita. A quel punto del mio viaggio avevo ipotizzato di aver involontariamente attraversato il confine con la Svizzera. E invece no…

Pure i coperchi delle fognature sono belli? Ah no, è solo il teleriscaldamento… Ma sono belli comunque.

I ceppi elettrici per i commercianti di strada sono invece bruttini. In più, per essi è stato scelto il colore bianco che mette in evidenza tutta la sporcizia che si accumula sopra.

Ma il racconto sta diventando un po’ troppo lungo, quindi devo concludere. Ebbene, lo faccio con la foto di un dettaglio utile e interessante. Sul muro di uno dei palazzi è afflitta, senza un particolare motivo, una lavagna di marmo con la comparazione di due unità di misura.

Ora che siete un po’ più informati su Tirano, potete andarci di persona e scoprire tutte quelle cose che non vi ho fatto vedere io.

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