Cosa vi ho nascosto:

Varenna, 18 agosto 2021

Dopo lo studio relativamente attento di Lierna e una bella passeggiata lungo un tratto non proprio tanto facile del sentiero Viandante, ero finalmente giunto a Varenna. Ero allo stesso tempo giunto anche alla conclusione di avere un po’ sopravalutato le proprie forze: probabilmente perché prima di partire non immaginavo il grado di difficoltà del suddetto sentiero. Insomma, mi ero accorto di essere troppo affaticato per concludere la giornata con lo studio anche solo superficiale di un altro centro abitato. Con uno sforzo titanico (e con la speranza di trovare una panchina all’ombra) mi ero trascinato per qualche via di Varenna e ho scattato solo qualche foto.
Il centro storico di Varenna fa una bella impressione, ma è pienissimo di turisti: probabilmente è il luogo più affollato tra quelli che ho visto nell’estate del 2021. Nelle vie vicine al lago si cammina con la velocità di una folla rilassata che si muove un po’ in tutte le direzioni. Le vie più o meno deserte del centro capitano, ma sono rarissime e si trovano tutte lontano dall’acqua.

Pochissimi turisti si accorgono però dell’acqua più interessante della zona: quella del Fiumelatte, un immissario del lago di Como lungo appena 250 metri. È un fiume stagionale: scorre nel periodo, più o meno, da marzo a ottobre. Il suo colore (e quindi, probabilmente, pure il nome) è dovuto a uno veloce scorrere dell’acqua su un fondo fortemente irregolare (in generale, un fenomeno normalissimo in montagna).

Ma i turisti tradizionalisti preferiscono la vista sul lago. Quasi tutto il lungolago di Varenna è occupato da alberghi, locali turistici e imbarcaderi dei battelli.

Diversi tipi di imbarcazioni partono da Varenna verso le varie località delle rive del lago.

Anche a Varenna – come nei numerosi comuni della zona – la quota dei fiori annuali nel verde pubblico è alta.

I cartelli con i nomi delle vie si distinguono solo per il loro minimalismo.

Invece le panchine sono spesso originali. E alcune di esse sono pure all’ombra: festa!

In alcune zone il Comune ha risparmiato sulla costruzione dei marciapiedi normali, ma non sulla vernice utilizzata per la realizzazione di quelli grafici. Mi è già capitato diverse volte di vedere delle aree pedonali separate dalla strada da una semplice riga bianca, ma è la prima volta che ne vedo una totalmente colorata. Non so perché sia fatta in questo modo, sicuramente dal punto di vista pratico il colore non garantisce una maggiore sicurezza.

È interessante notare che su alcuni palazzi (condomini?) coabitati da diverse famiglie sono appese delle cassette postali stilisticamente molto diverse tra esse.

Mentre i ciottoli che segnano i confini di una proprietà privata hanno il triplo delle lettere di quelli che si vedono sul 99% dei marciapiedi lombardi.

E poi basta, non ho più niente di interessante da farvi vedere questa volta. Prometto di tornare presto a Varenna: so che ha diversi posti belli e interessanti. È che la prossima volta dovrei andarci prima di esaurire le proprie forze fisiche.

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